I 10 ANNI DELLA CHIESA DI GESÙ REDENTORE

(Gazzetta di Modena 9-Settembre-2018)

 La parrocchia del Redentore al Villaggio Giardino domenica 9 settembre 2018 festeggia i dieci anni dell’inaugurazione della chiesa. “La nostra chiesa compie 10 anni” è la sigla della Sagra.

La grande struttura progettata dall’architetto Mauro Galantino voluta dal vescovo Benito Cocchi e dal parroco don Marco Pongiluppi fu consacrata il 4 maggio del 2008. Dopo la guerra con la nascita delle seconde periferie i vescovi costruirono nuove chiese: San Pio X, La Pellegrina, Santa Rita, La BVA, Santa Teresa, San Lazzaro, San Giovanni… San Faustino e La Madonnina; proprio dalle loro costole nacque la chiesetta del Villaggio Artigiano in via E. Po nel 1965. Era dedicata a San Giuseppe Artigiano perché piantata in mezzo al nuovo villaggio operaio voluto dal sindaco Corassori. Il primo parroco fu don Armando Covili. Nel 1969 dopo un‘interregno di don Antonio Mantovani la parrocchia  fu affidata da Mons Amici ad una comunità di due preti e un laico: don Beppe Manni, don Gianni Ferrari e Franco Richeldi. Nel 1976 uscirono per fondare la comunità di Base del villaggio Artigiano. Per sei mesi resse la parrocchia Padre Alberto Garau un collaboratore gesuita. I parroci che seguirono furono don Nino Ansaloni, don Maurizio Setti, don Gaetano Popoli. La parrocchia era molto grande: confinava con San Faustino, la BVA, Cognento e Santa Rita. Crescevano le abitazioni:  nel Villaggio Zeta e nel Villaggio Giardino. Furono create altre due Parrocchie San Paolo, e la Beata Vergine Immacolata, in via Cannizzaro che ebbe tre parroci don Santino Boncompagni, don Luciano Benassi e infine don Marco Pongiluppi. Negli anni 90 si cominciò a pensare all’unificazione del Villaggio Giardino e Artigiano. La fusione non fu indolore. Alla fine per volere del Vescovo nacque la nuova Parrocchia di Gesù Redentore nel 2001. Era parroco don Marco Pongiluppi. Dal 2016 anni regge la parrocchia don Fabio Bellentani.

La ‘Chiesa’ del Redentore ha una struttura nuova e può suscitare qualche perplessità. Ma ricordiamo che le chiese nei secoli hanno sempre riposto alla spiritualità del tempo.

Il Duomo costruito nel 1100, è simbolo dell’ identità cittadina non solo religiosa ma anche civile. San Bartolomeo nel 1600 esprime nella barocca monumentalità della architettura, delle sculture e degli affreschi, la vittoria della chiesa cattolica sul protestantesimo. San Barnaba piena di statue e quadri devozionali, significa la “pietas” dei cristiani del 1700.

Le chiese parrocchiali costruite dopo il Concilio tolgono altari laterali e statue e proiettano l’attenzione sulla mensa eucaristica rivolta ai fedeli. Oggi in una città come Modena, laica e disincantata, aveva forse bisogno di altri segni facilmente leggibili. L’ampio sagrato della Chiesa del Villaggio è uno spazio di incontro offerto alla comunità e alla città. Nell’aula risalta immediatamente la centralità dell’altare. Di fronte, il grande ‘ambone’ indica l’importanza della “Parola di Dio”. Poi il Fonte Battesimale con acqua corrente e il Giardino degli ulivi. Vicino alla chiesa, le aule e le sale della catechesi. E poi la Casa della Carità. Il servizio volontario per i cittadini più deboli, è un segno trasparente e comprensibile per l’uomo di oggi.

“Il decennale della chiesa, commenta il Parroco don Fabio, è un momento prezioso per fare memoria della nostra storia e delle persone che sono il cuore della comunità e per riscoprire il ruolo e la missione della chiesa oggi a Modena. La nostra comunità vive all’insegna della corresponsabilità non solo per la gestione delle strutture parrocchiali, ma della vita della comunità, nell’evangelizzazione, nella liturgia nella solidarietà. L’attenzione e il servizio alle persone che vivono nel territorio sono possibili perché laici e laiche se ne prendono cura con passione e intelligenza. Credo che questa sia la cifra più evidente per leggere la parrocchia, e anche il nodo su cui continuare a lavorare e a crescere nel rispetto vicendevole e nella cordialità dei rapporti”.

 

All’articolo apparso sula Gazzetta di oggi aggiungo alcune notizie storiche e prospettive possibili per un futuro immediato, che ho omesso sia per ragioni di lunghezza che di opportunità giornalistica.

1 – L’accorpamento delle due parrocchie Villaggio Artigiano e Beata Vergine Immacolata non fu voluta dai parrocchiani, né dai cittadini. Ci sono state contrapposizioni dure e sofferenze inascoltate. Le due comunità erano cresciute con una loro particolare fisionomia (amicizie, tradizioni, ruoli e sensibilità) che rischiò di andare perduta. Specialmente l’anima dell’Artigiano che aveva mantenuto alcune caratteristiche innovative ereditate dalle sperimentazioni degli anni 70.

2 – L’unione di parrocchie che ancora si sta facendo in diocesi, ha una ragione organizzativa (pochi preti, paesi quasi disabitati specialmente in montagna, funzionalità amministrativa ecc) ma rischia di schiacciare e cancellare le piccole comunità e di sguarnire territori che rimangono isolati. Al Villaggio Artigiano la cancellazione della parrocchie e addirittura l’abbattimento per ragioni economiche della chiesetta di via Emilio Po, eliminò l’ultimo riferimento sociale del territorio ora desertificato. Non è stata nemmeno costruita come promesso un’edicola religiosa in ricordo o a memoria…

3 – La struttura della struttura del Redentore come ho sempre sostenuto, è stata costruita secondo i dettami di una fede conciliare e moderna. Le numerose critiche sono spesso dettate da una “ignorantia fidei” del cattolico medio legato alla sua religiosità infantile fatta di statue, candele, altari e liturgie consolatorie. Altro discorso l’eccessiva e mastodontica grandezza degli edifici costruiti in un momento di vacche grasse e volute da una mentalità trionfalistica dell’allora vicario Verucchi (e non solo) e della disponibilità buona finanziaria legata a fondi elargiti in occasione del Giubileo del 2000. Oggi si fa fatica a gestire la struttura e a mantenere il costo della gestione e manutenzione.

4 – Sembra che nel 2000 si privilegiano struttura più leggere e duttili spendibili per diverse iniziative sul territorio come sono le ultime chiese di san Lazzaro e Regina Pacis e prima ancora Santa Rita.

5 – Ma. Il futuro ci aspetta al varco. La parrocchia non può rispondere ai bisogni del territorio (sport, cultura scuole) come hanno fatto le vecchie parrocchie e come purtroppo a mio avviso stanno continuando a fare molte chiese. Un esempio per tutti la Parrocchia di Formigine con ricreatori, oratori, campi sportivi, squadre sportive…che accentrano tutti gli aspetti della vita sociale del paese rubando o contrapponendosi al Comune con il quale si collabora solo per non sovrapporre alcune iniziative. L’organizzazione assorbe preziose energie che andrebbero spese per la cura pastorale l’evangelizzazione (cura dei gruppi, incontro con le persone in casa e sulla strada..). La comunità cristiana è chiamata ad altre cose.

6 – Ma lo snellimento, la povertà delle strutture e la collaborazione dei cosiddetti laici non è ancora la soluzione. Al Giardino ad esempio potrebbero nascere almeno quattro piccole comunità fuori porta: all’artigiano in via N. Biondo; in Via Cannizzaro dove c’era la vecchia parrocchia. In via Euclide nei nuovi insediamenti e in un locale dell’attuale parrocchia. In salette piccole, con un ’pastore’ che non sia il parroco. Coloro che lo desiderano si trovano la domenica mattina o il sabato pomeriggio; fanno la lettura e il commento, pregano e poi parlano del territorio delle necessità specialmente delle persone sole e dei malati. Si prendono impegni. Sono autonomi non si impone loro l’obbligo della messa domenicale (Cfr Atti capitolo 15 quando a Gerusalemme gli apostoli decidono di differenziare le comunità dei credenti: per i nuovi battezzati non viene richiesto di caricarsi di tutte le liturgie e obblighi della sinagoga). Un coordinamento leggero ‘territoriale’, può essere tenuto dal parroco o da qualcun altro…Questa modalità sarebbe spendibile per molte altre  realtà cittadine e provinciali.

CHE NE DITE?

Beppe Manni

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Incontro Europeo delle Comunità Cristiane di Base

 

MODULO DI ISCRIZIONE E PRENOTAZIONE ALBERGHIERA: https://goo.gl/forms/aCmYJe2lwXr8lxDE2


Alcune annotazioni:

    • E’ stato predisposto per la conferenza di sabato mattina e per i laboratori un servizio di traduzione simultanea nelle 5 lingue dell’incontro (italiano, inglese, francese, tedesco, spagnolo) a cura di studenti/tirocinanti della Scuola di lingue e letterature, traduzione e interpretazione dell’Università di Bologna (sede di Forlì)
    • E’ stato realizzato un “quaderno” con tutti i testi (presentazioni delle CdB dei vari Paesi, relazione introduttiva, testimonianze dai diversi Paesi, celebrazione eucaristica), tradotti nelle 5 lingue, che sarà presente in ogni cartellina
    • E’ disponibile il parcheggio interno all’hotel al costo di € 8,00 al giorno (a Rimini fino al 30/9 tutti i parcheggi sono a pagamento)
    • Le prenotazioni dovranno avvenire esclusivamente tramite il modulo raggiungibile da questa pagina o comunque scrivendo/telefonando alla Segreteria nazionale delle CdB. Vi chiediamo di non contattare direttamente l’hotel per le prenotazioni al fine di evitare ogni disguido relativo a doppie iscrizioni o dati non congruenti
    • E’ possibile pernottare presso l’hotel alcuni giorni in più alle seguenti condizioni: camera doppia uso singola (colazione inclusa) € 59,00; camera doppia (colazione inclusa) € 79,00; volendo si può avere il trattamento di mezza pensione. In tal caso, invece, per le giornate extra occorrerà contattare direttamente l’hotel (facendo comunque riferimento all’incontro delle CdB).

 

Incontri col vescovo

Ciao Beppe, ciao a tutti,
grazie per il verbale, precisissimo, e soprattutto per le occasioni di
incontro, dialogo e confronto.
Un caro saluto e un augurio a tutti di buona estate!
don Erio

Il 22/06/18, Beppe Manni <manni.beppe@gmail.com> ha scritto:
Cari amici e amiche vi mando alcuni appunti su due “avvenimenti”.

*I - Pranzo Teologico dal Vescovo*

Martedì 13 abbiamo incontrato il vescovo a pranzo per una merenda di
lavoro. Lo aveva chiesto don Erio per parlare con un gruppo ristretto e
allargato (oltre la comunità) di tematiche a lui care.

Erano presenti: Beppe Manni, Chiara Scorzoni, Corinto Corsi, Franco
Richeldi, Luciano Guerzoni, Paola Cigarini, don Paolo Boschini, Pier
Vincenzi, Sandro Desco, Sandro Vesce. Bepi Campana non era presente e aveva
mandato una sua riflessione che allego di nuovo.

Clima cordiale. Cerco di fare un rendiconto senz’altro parziale. Chiedo di
integrarlo con aggiunte e aggiustamenti. Specialmente aspetto un resoconto
più dettagliato dell’intervento di Paolo Boschini, che mi è sembrato
importante per la prospettiva che ha aperto e proposto per la Comuità del
Villaggio

*Sandro D* introduce e coordina. *Franco* chiede al vescovo che cosa è
emerso dalla tre giorni pastorale e in che modo la nostra comunità puo’
inserirsi in questo piano. *Vescovo*: Il progetto 2.0 per le parrocchie
continua il 1.0 del’anno scorso. Per il prossimo anno le proposte di
riflessione e pastorali saranno 4: Migrazioni; Sport e Oratorio;
Lavoro. *Sandro
D.:* Nelle nostre riflessioni è emersa l’importanza della preparazione che
devono avere i catechisti nelle parrocchie, per non fermarsi solo
all’aspetto “socializzante” dei ragazzi. *Beppe*: tre sono gli ambiti nei
quali noi possiamo dare qualche suggerimento: nella nostra Comunità
sperimentiamo una certa uguaglianza e  democrazia (uomo donna ecc) non
essendoci sacerdoti né la gestione diretta dei sacramenti; la Comunità ha
una lunga esperienza di letture bibliche condivise; abbiamo sperimentato
l’importanza della piccola comnità-gruppo che potrebbe aiutare la
parrocchia ad essere presente  nelle varie zone del territorio. *Corinto*:
I documenti del Vescovo dovrebbero rispondere alle domande della gente
specialmente chiedere a loro i racconti di esperienze. Oggi si parla di
tramonto di un regime di cristianità come dice Bepi nella sua riflessione,
io parlerei piuttosto d attraversamento della cristianità.* Chiara*: Da
alcuni anni partecipo alla Comunità del Villaggio; ho scoperto un modo
nuovo di leggere la Parola e la Bibbia e ho acquisito nuove motivazioni
profonde per il mio impegno sociale. Le donne sono capaci di costruire una
relazione tra azione e pensiero nel proprio ambiente di lavoro, cambiando i
ruoli di potere.  *Don paolo*: qual è la collocazione politica del
Villaggio? Lo chiedo perché oggi siamo di fronte a una nuova emergenza con
il ritorno di “Mussolini” e delle destre. Necessità di un nuovo impegno.
*Paola
insieme a Beppe* - sulla storia e l’evoluzione dell’impegno politico nella
Counità: la lettura della Bibbia ci ha portato a coniugare l’ascolto, la
preghiera e l’impegno in prima persona e come comunità nella sinistra
(molti di noi hanno accettato impegni diretti ad esempio in consigli di
quartiere, consigli comunali, sindacato, sindaco ecc), non come cristiani
ma in modo diretto anche se espressione della Comunità. Poi l’impegno è
stato più personale o di piccoli gruppi (Carcere, Comitati di Quartiere,
Pace, ecumenismo, Scuola di Quartere ecc.). Per essere dentro ai problemi e
vicino alla gente, con modalità sempre nuove. Le donne partono dal loro
vissuto per creare relazioni nuove (Paola). *Luciano*: Quello che avete
fatto sul territorio è un lavoro molto importante a livello politico.
Esprime posizioni legate al Vangelo. Oggi più che superamento della
cristianità dobbiamo parlare di cambiamento antropologico. Si deve tornare
all’annuncio del vangelo. La comunità può aiutare a comprendere questa
nuova situazione: i giovani ad esempio vivono in una nuova era scientifica
e tecnologica che non prevede l’intervento di Dio. E’ una nuova “cosmogonia”.
*Sandro* V.:Voglio ricordare un importante libro che purtroppo non si trova
più ”Il grande codice” di Frye sui nuovi linguaggi. *Sandro* D. Il Papa,
molti vescovi e giornali cattolici come Avvenire e Famiglia Cristiana si
sono espressi  per lo ius soli e poi per l’accoglienza dei profughi. A lato
pratico come hanno dimostrato i risultati delle elezioni molti cattolici
hanno espresso un altro modo di pensare, filoleghista.         *Pier:*
ritornando al ruolo delle donne nella chiesa, sembra che la donna nella
chiesa del primo secolo fosse importante quando la chiesa era ancora
“domestica” e la comunità si incontrava nelle case; poi con l’emergere del
clero e dei vescovi si è affermata una chiesa patriarcale e maschile che ha
tagliato fuori le donne. *Don Paolo*: Dobbiamo saper leggere i segni dei
tempi, ci sono segni nuovi. Anche la Comunità del Villaggio può rientrare a
pieno titolo nella chiesa diocesana; costruire insieme un luogo di
riflessione diocesano, in modo particolare su un nuovo impegno tra fede e
politica in un momento di insorgenza fascista. Mussolini è all’orizzonte,
necessita un risveglio dell’anima con nuove pratiche di confronto. Propongo
un gruppo di lavoro stabile… *Vescovo* – E’ importante e prezioso il ruolo
della comunità di base con l’apporto di punti di vista e modi diversi di
pensare. Chiedo suggerimenti per le prossime lettere pastorali e
specialmente per i programmi pastorali della diocesi.


*II - Domenica 17 giugno **alle ore 11  nel giardino di Sandro e Maurizia
abbiamo fatto la Festa della Comunità. *E’ ormai tradizione della Comunità
ricordare quando a metà giugno del 1976, siamo ufficialmente usciti dalla
struttura-parrocchiale del Villaggio Artigiano e abbiamo camminato in
quartiere tra la gente. Siamo usciti in 100: l’unica cosa che abbiamo preso
con noi oltre a cento amici è stato il nome  “Comunità Cristiana di base
del villaggio Artigiano”.

*Sandro* ha presieduto la liturgia, *don Erio*, vescovo, ha fatto l’omelia.
Le letture parlavano del Regno e delle sue parabole: il Regno di Dio è
simile al piccolo seme di senape... Gesù non parla di sé, di chiesa o di
sacramenti; il centro della sua predicazione è il Regno. La sua è la
predicazione di un profeta che si trova in mezzo tra potere politico e
religioso. Il profeta è il terzo incomodo che parla della logica di Dio. Il
Regno non è un esercito ma un piccolo seme nascosto nella terra, è un
ramoscello che nasce dal grande cedro (I lett), è una  radice sotterranea
che attende di nascere e diventare albero per portare molto frutto: è la
logica del Magnificat dove i piccoli e gli scartati saranno al primo posto.
Dobbiamo partire da sottoterra per andare in alto dove saremo giudicati
dalla carità.

*Erano presenti* anche la Lidia, la Tiziana e l’Elisa che si muovono con
difficoltà dalle loro case. Abbiamo ricordato nella preghiera gli assenti
per malattia, per vacanze o impegni diversi: Vittorino, Giorgio Domenicali,
Giorgio e e Rossella, Paola Gatti, Renata, Donata e Mauro, Chiara e Luigi,
Morena ed Elisa, Ursula ecc.

10°-13° settimana 2018

 CAMMINIAMO VERSO LA PASQUA

 

 PROPOSTE  E  APPUNTAMENTI  PER  LA COMUNITÀ  DEL  VILLAGGIO  E PER  GLI  AMICI

–      Domenica 11 Marzo alle ore 11, liturgia della IV domenica di Quaresima. Gianni Zagni commenterà le letture della domenica.

–      Lunedì 19 Marzo alle ore 20,30 don Giacomo Violi nel suo primo incontro, introduce la lettura al Vangelo di Marco, proposto dalla liturgia dell’anno B. Ci troviamo nella SALA di COMUNITA’ in piazza G. Rossa. Chi può si porti la Bibbia. Chi non lo ha ancora fatto è pregato di leggere o almeno “riguardare” il Vangelo di Marco.                                                         Avvisate gli amici interessati.

–      Domenica 25 Marzo alle ore 10 preghiera e riflessione sulla Pasqua.     Alle ore 11 LITURGIA DELLE PALME. Sono invitati anche i bambini della comunità.

–      Settimana Santa: Giovedì e Venerdì Santo preghiera liturgica alle ore 21

–      Sabato 31 Marzo alle ore 22 liturgia pasquale nella chiesa campestre di Pier ed Enrica.

–      Domenica 18 Marzo alle ore 18,30 nella sala della parrocchia di Baggiovara Incontro Gruppo lavoratori. Ore 18 Liturgia della cena del Signore. Poi scambio informazioni sul dopo Vezza.

 

Collegamento nazionale CdB di Roma 3-4 Febbraio 2018

per la visione del VERBALE clicca:

—> verbale_collegamentocdb_3-4febbraio

9° settimana 2018

  • – Martedì 27 Febbraio alle ore 20.30 si terrà, presso la Sala Truffaut in Via degli Adelardi 4, l’iniziativa “Dimmi chi sono”, un evento in cui gli alunni stranieri della scuola di italiano gestita dai volontari dell’Associazione “Insieme in quartiere per la città”, porteranno alla cittadinanza un assaggio del percorso laboratoriale realizzato con l’attore Fabio Ghidoni.
    Successivamente, alle ore 21.00, verrà proiettato il film di Jonas Carpignano “Mediterranea”, destinatario di numerosi riconoscimenti tra cui il Premio Lux alla Biennale di Venezia.
    A seguire, un dibattito sui temi proposti dal film che sarà occasione di dialogo
  • Mercoledì 28 febbraio I MERCOLEDI’ DEL VILLAGGIO dalle ore 18, in via M. Curie, parliamo di elezioni coordina Claudio Malagoli e Sandro Pompei. Scambio di idee.

8° settimana 2018

Domenica  alle ore 9,50 incontro quaresimale di letture, riflessioni, preghiera
– Durante la Quaresima suggerisco la lettura continua del vangelo di Marco: un brano tutti i giorni accompagnato dalla lettura di un salmo
– Infatti il 19 marzo lunedì sera alle 20,30 don Violi ci farà l’INTRODUZIONE AL VANGELO DI MARCO (Dopo pasqua seguirà un secondo incontro)
Mercoledì 28 febbraio I MERCOLEDI’ DEL VILLAGGIO dalle ore 18 parliamo di elezioni coordina Claudio Malagoli e Sandro Pompei. Scambio di idee.
–  Venerdì 23 in arcivescovado con il vescovo e  Alessandro ferrari del “Gruppo di studio sull’Islam” per parlare di Cristianesimo e Islam. So che abbiamo tutti impegni se però tra di noi qualcuna o qualcuno è interessato potremmo impegnarci a costruire un rapporto continuativo su queste importanti  e delicate problematiche
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