Situazione della diocesi

La situazione religiosa della diocesi di Modena

Ricordiamo che Diocesi e Provincia non coincidono: Sassuolo è in diocesi di Reggio, Castelfranco di Bologna e Carpi è una diocesi autonoma.
I battezzati sono il 95%, i loro figli frequentano il catechismo e fanno i sacramenti, ma dopo la cresima per lo più non continuano; chi partecipa alla messa domenicale è circa un 12%. I matrimoni civili e le convivenze superano i matrimoni religiosi. La società è ormai secolarizzata, l’influenza della chiesa è limitata. La frequenza si è ridotta e le numerose strutture sono in parte inutilizziate. La presenza di immigrati ha fatto emergere molte altre proposte religiose.
Le parrocchie sono 243; i preti diocesani 156, gli stranieri o extra diocesani 20 i religiosi 24; i diaconi 74; religiose, missionari e missionarie quasi un centinaio. Gli Ordini e Istituti religiosi femminili 32, maschili 12; gli istituti secolari laici 9. Negli ultimi anni per la diminuzione dei preti e religiosi molte parrocchie sono senza parroco. Sono stati chiamati preti stranieri, che incontrano qualche difficoltà a comprendere la realtà italiana
Associazioni e Movimenti ecclesiali più significativi sono: Azione Cattolica; Scout; Focolarini; Comunione e Liberazione; Rinnovamento dello Spirito; Cursillos; Catecumenali; Gruppo Missionario L. Guidotti; Alfa e Omega; Possiamo aggiungere le Aggregazioni spontanee come i Gruppi di Preghiera di Padre Pio, o della Madonna di Medjugorje; Messe di guarigione con preti esorcisti e guaritori, con un parroco esorcista don Alberto Bigarelli parroco della chiesa di san Bernardino Realino, o Padre Amorth famoso esorcista modenese.

In diocesi sono presenti riferimenti significativi culturali e spirituali come l’Istituto diocesano di Scienze religiose C. Ferrini; il Centro Studi religiosi San Carlo; il Centro culturale L. Ferrari; la Comunità Dehoniana (Saliceto Panaro), il Centro don Alberione (San Domenico); la Piccola famiglia dell’Annunziata (fondata da don Dossetti); Il Faro; La Casa della Pace; la Città dei ragazzi e il CEIS. La lunga collaborazione tra la chiesa di Modena e la diocesi brasiliana di Goias è iniziata nel 1964 12 preti e 8 laici modenesi in diverse tappe furono presenti nella parrocchia di Itaberai.
Ci sono parrocchie innovative e ‘conciliari’ come San Faustino, il Redentore, BVA, San Lazzaro, San Giovanni Evangelista, San Benedetto; altre più impegnate sella liturgia come santa Agnese e Duomo; altre fortemente tradizionalista come Spirito Santo, Montale, Spezzano, Zocca, Frassinoro ecc..
La Comunità Cristiana di Base del Villaggio Artigiano non fa riferimento a parrocchie e movimenti è un luogo di ricerca teologica e di impegno originale evangelico.
Molti cristiani scelgono Preti particolari per rispandere a proprie esigenze spirituali: ad esempio don Gianni Braglia, don Giuliano Stenico, don Paolo Boschini, don Giacomo Violi, don Giovanni Benassi, don Marco Pongiluppi, don Remo Sartori (ora è a Roma), don Dino Zanasi, don Giuliano Barattini, don Arrigo Malavolti….
Alcune iniziative significative si sono solidificate: le messe mensili del Centro Missionario, i Martedì del Vescovo per i giovani, le veglie per la pace, gli incontri del Gruppo ecumenico. Sono presenti diverse proposte di studio biblico guidati da preparati biblisti modenesi.
Negli ultimi 40 anni 30 preti sono stati laicizzati a Modena per aver scelto di sposarsi. Molti, nel nuovo clima di Francesco, sono disposti ad un re-impiego rispettoso delle lor scelte di vita.
Il volontariato nelle parrocchie e nei movimenti ricco e diversificato presente in vari settori come nella Charitas, oratori, catechismo, assistenza ai malati, accoglienza degli stranieri, Case della carità, ecc. E’ un esercito di uomini e donne che si trovano spesso a collaborare con il volontariato cosiddetto laico che ha in città e in provincia ha una lunga tradizione.
Nella diocesi di Modena c’è dunque una grande ricchezza e varietà di iniziative Ma sono prevalentemente legate a istituzioni tradizionali o a figure carismatiche di preti. Ma la chiesa modenese è rimasta molto ‘clericale’. Le teologhe, i teologi – biblisti laici sono rari: ricordo Suor Elena Bosetti, Brunetto Salvarani, Bepi Campana, Francesco Feltri. Sono i preti che determinano la linea della parrocchia o del gruppo; i fedeli non hanno un ruolo di riflessione autonoma e decisionale e all’arrivo del nuovo parroco le esperienze precedenti rischiano di essere disperse. I ‘laici’ li troviamo prevalentemente impegnati nel volontariato.
Il settimanale diocesano Nostro Tempo ad esempio, gestito da laici, ma è controllato dal clero e solo raramente è un luogo libero per discussione di tematiche religiose e pastorali…
La mancanza di figure vescovili ‘forti’ e l’assenza di dialogo e coordinazione ha permesso la nascita di molte esperienze, ma sono slegate e alle volte contrapposte. In molti pensano che il nuovo Vescovo dovrà creare luoghi di dialogo prima tra i preti e poi tra i laici, e lavorare per una riconciliazione della memoria che faccia superare nuove e vecchie fratture.
La chiesa modenese ha sempre collaborato con le amministrazioni comunali (scuola, assistenza, volontariato, accoglienza degli stranieri) e i vescovi sono intervenuti con apporti positivi attraverso le lettere pastorali annuali rivolte alla città.

La presenza di altre confessioni e religioni negli ultimi anni è notevolmente aumentata sia per l’immigrazione sia per il bisogno di trovare risposte spirituali più immediate e moderne: liturgie partecipate, comunità piccole e della stessa nazione, pastori laici.
I Valdesi e i Metodisti hanno una sede in via Gherardi e una in via Cesare Della Chiesa; I Cristiani ortodossi: tre sedi a Modena Est in Pza della Liberazione, in San Bartolomeo e al Paradisino in via Cavour che accoglie la chiesa cattolica greca. Sono coordinate dal Consiglio delle Chiese Cristiane. Altre comunità cattoliche (Ghanesi, Filippine, Polacche, Nigeriane ecc.) sono accolte presso alcune parrocchie ad es. S. Agostino, Baggiovara, Marzaglia, ecc.
Chiese pentecostali e metodiste (prevalentemente africane:) sono ospitate in sale di quartiere o di polisportive, o hanno affittato ex capannoni (come in via N. Biondo e via Nobili e via D’Avia…). Sono una trentina e non sono solo luoghi di preghiera ma anche punto di incontro di gruppi omogenei di stranieri. In città ci sono due Moschee in via Suore e in via Munari e una Casa di Preghiera in via Portogallo. In via Saliceto Panaro: l’Associazione culturale tibetana buddista.
In piazza Mazzini: la storica Sinagoga degli Ebrei.
La Chiesa Cristiana Evangelica è quella più antica e più diffusa in città e in provincia conta circa duemila aderenti, fa riferimento all’Alleanza evangelica italiana.
I Testimoni di Geova hanno la loro sede la Sala del Regno in via Marinuzzi e in via Amundsen.
Molte di queste realtà collaborano con il centro stranieri del comune di Modena su iniziative di dialogo interreligioso.

Beppe Manni

pubblicato sulla Gazzetta di Modena il 4 giugno 2015

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