Archivio mensile:ottobre 2016

FRANCESCO UN PATRONO CHE L’ITALIA NON MERITA

(pubblicato sulla gazzetta di Modena il 9 ottobre 2016)

Dal 1939 San Francesco è patrono di Italia. Il 4 ottobre si stava addirittura a casa da scuola.

Tutti amano Francesco perché è un santo buono e pacifico sottomesso e obbediente. Sull’onda dello ieratico e lezioso film di Zeffirelli, conosciamo un  Francesco che ama la natura, non contesta, vive sorridendo a tutti. Un santo che non inquieta e disturba. E andiamo cantando “Laudato sii” a visitare i luoghi francescani, che solo lontanamente ci ricordano l’autentico uomo di Assisi.

A proposito delle radici cristiane dell’Europa e di quelle cattoliche d’Italia se ripensiamo alla vita di Francesco suo patrono, ci accorgeremo che i valori nei quali il “Poverello” credeva non sono sempre presenti nella cultura cosiddetta cristiana.

Francesco prese alla lettera le parole di Gesù “Lascia tutto vieni e seguimi; non dovete avere oro nè argento, ma una sola tunica e vivere di quello che vi danno nel viaggio; se vuoi essere perfetto va vendi quello che hai e dallo ai poveri, poi vieni e seguimi”. Siamo più abituati a fondare dogmi e leggi morali su parole come “Tu sei Pietro e su questa pietra fonderò la chiesa ecc”, per giustificare il primato del Papa, oppure “Non divida l’uomo quello che Dio ha unito” per motivare l’indissolubilità del matrimonio.

Il povero di Assise non accettò mai donazioni e visse di elemosina e di lavoro. I frati (fratelli), vivevano in povertà e condivisione. Con la sua vita poverissima contestò le ricchezze e il potere dei ricchi e della chiesa, si sottomise a papa Innocenzo III, per salvare il suo movimento e per non finire massacrato come i Catari francesi nel 1210. Nel XIII secolo le città italiane erano divise in fazioni. Assalti, uccisioni, devastazioni, vendette. Francesco diverse volte in nome del perdono di Cristo si interpose tra soldati armati e li rappacificò. Predicando l’amore e la riconciliazione tra i nemici. Condannò l’usura. La tradizionale Marcia della Pace da Perugia ad Assisi con la sua denuncia delle guerre, del traffico delle armi e degli uomini ben si sposa con lo spirito di Francesco.

Baciò pubblicamente un lebbroso e con i suoi frati accolse i malati incurabili e i reietti dalla città.

Nel 1219 andò con pochi frati a Damietta durante la V crociata voluta dal Papa contro l’Islam. Voleva predicare il vangelo ai maomettani. il Sultano non lo “perseguitò” anzi  di fronte a questo uomo malvestito e disarmato, saggio e buono non lo trattò come nemico, lo accolse come un sapiente e lo voleva tenere con sè alla sua corte. Ma Francesco tornò in Italia. Inconsapevolmente ci indicava il possibile dialogo con l’Islam non fatto di crociate ma di dialogo e di rispetto reciproco.

Il Santo non ha parlato di ecologia perche in quel tempo non se ne sentiva la necessità, ma ci ha insegnato a vivere in armonia non solo con gli uomini  ma con tutte le creature: animali, piante, terra e acqua.

Morì a 44 anni malato e sconfitto da Frate Elia che ancora lui vivente, allentò lo stile di povertà estrema scelta dal maestro. Il suo ordine diventò assieme ai domenicani un centro di potere ricco e influente.

Io proporrei di toglierlo per ‘mancato adempimento del suo ruolo’ da santo patrono in un’Italia che non ha quasi niente dei valori del Santo. Penso che anche lui ne sarebbe contento.

 

Beppe Manni

9 ottobre 2016

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VERBA VOLANT

Le parole volano

(Pubblicato Sulla Gazzetta di Modena il 2 ottobre 2016)

Al Festival della Filosofia si è parlato quest’anno di agonismo, agòn significa lotta. Nei titoli appaiono parole come antagonismo, lotta, conflitto, competizione sportiva, ma anche pace, non violenza e dialogo. Un maestro antico e invisibile sempre presente nella grande piazza di Modena è Platone l’uomo dei ”Dialoghi” e del dialogo. Dialogo vuol dire ascolto rispettoso, interrogativi reali, risposte pensose, ricerca comune. Il “Dialogo” avveniva durante un simposio a tavola, dove l’agapè, l’amicizia creava un clima di affetto e stima reciproca. Il Dialogo un genere letterario che ha continuato nella storia della nostra cultura: dall’umanesimo, al rinascimento, all’illuminismo è sopravvissuto perfino durante la controriforma. Galileo ne fu maestro. Anche allora era il tempo in cui i conflitti come oggi venivano risolti con la spada. Il duello, la battaglia e la guerra erano la feroce conclusione di contrapposizioni che non premiavano il migliore, la ragione e il bene del popolo, ma chi aveva un esercito più forte e una borsa d’oro più pesante. E’ più facile fare un urlo, dare un pugno che esprimere un parere.

Che il clima e il metodo dei nostri festival dove pianamente, pacatamente, con competenza i nostri maestri illustrano diversi punti di vista, raccontano pezzi di storia e presentano il pensiero filosofico dei grandi del passato, possa aiutarci a rinsavire, in un momento storico italiano confuso e contradditorio.

Ma se facciamo per un momento mente locale, le lezioni magistrali del Festival della Filosofia si avvicinano di più al Convivio di Dante scritto nel 1307, che al dialogo di Platone tanto citato in tutti questi anni al festival. Il Convivio è secondo Dante non un banchetto ma una mensa dei poveri, dove il ricco signore spezza il pane della scienza e la distribuisce al popolo ignorante che rispettoso ringrazia. Non a caso scrive questa opera in volgare, in italiano, e non in latino la lingua dei dotti. Ma il padre della lingua italiana conosceva anche un altro metodo di apprendimento che era quello delle università (frequentò l’università a Bologna e forse quella di Modena) in cui il magister proponeva delle quaestiones, argomenti; seguiva la disputatio, la discussione; alla fine il professore faceva una sintesi spesso condivisa. Come nei “Dialoghi” di Platone.

Ecco: sulla piazza sono volate milioni di parole dotte, è stata ammannita una lauta mensa di cibo, lasciando ad ognuno il compito di digerire il pesante cibo ingerito. Il sapere non viene però condiviso attraverso luoghi di discussione, approfondimento, confronto e sintesi.

E’ purtroppo un’abitudine invalsa da qualche decennio. A Modena ci sono molti luoghi-mensa: il San Carlo, il festival dell’Unità, le Università delle terze età, le conferenze nei quartieri, le omelie e le lezioni teologiche ecc. Alla fine silenzio o qualche domanda seguita dalla risposta del maestro. Ma non ci sono più luoghi di confronto e discussione liberi e laici. Forse per la fatica di confrontarsi in un momento di grande conflittualità ideologica e politica. O di disorientamento e insicurezza dopo la sensazione dell’inutilità di tante assemblee e discussioni.

L’anno prossimo il Festival avrà come argomento le arti: dall’arte tradizionalmente intesa fino all’artigianato. “Arti e mestieri” venivano chiamati in antico. Nella nostra città abbiamo una lunga e nobile tradizione non solo di artisti ma specialmente di artigianato, dal tempo delle Corporazioni medievali fino ai grandi artigiani del secolo passato che hanno fatto la fortuna della nostra città. Abbiamo un Villaggio Artigiano voluto dal sindaco nel 1951 che è stato il cuore motore dell’industria modenese.

So che dalle parole dell’organizzatrice dell’evento si prevede di parlare anche dell’artigianato, ma il rischio sarà quello di parlare dottamente ed esteticamente della bellezza dell’artigiano che lavora con le sue magiche mani. Suggerisco di coinvolgere gli attori di questo settore per rappresentare degnamente lo sforzo e i grandi risultati di questi uomini del sapere delle mani.

Beppe Manni

Coordinamento CdB ottobre 2016

Collegamento nazionale delle CdB

Firenze: sabato 1 e domenica 2 ottobre 2016

Verbale

Nei giorni 1 e 2 ottobre 2016 si è riunito a Firenze, ospitato dalla Comunità dell’Isolotto, il Collegamento nazionale delle Comunità cristiane di base italiane, per discutere e deliberare sul seguente “Ordine del giorno”:

1. Valutazioni sul XXXVI° Incontro nazionale di Verona
2. Segreteria Tecnica: rotazione anticipata e nuovo mandato
3. Bilancio economico: Conto corrente, contribuzioni e preventivo 2017,
contributo “agenda della pace”
4. Sito web: stato dell’arte e prospettive
5. Iniziative e impegni futuri: Incontro Europeo CdB 2018 in Italia
6. Adesione alla rete europea “Réseau européen Eglises et Libertés”
7. Prossimo collegamento
8. Altri argomenti che potrete suggerire

Verbale dell’incontro

Sabato 1 ottobre 2016

I lavori hanno inizio alle ore 16,00.

Presenti: 15+7
– Massimiliano Tosato e Paola Pancaldi – CdB Bologna
– Rosario Carlig – CdB Nord Milano
– Paolo Ferrari e Anna Caruso – CdB La Porta, Verona
– Claudia Dauru, Giuseppe Bettenzoli, Luciana Angeloni – CdB Isolotto, Firenze
– Beppe Pavan e Paolo Sales– CdB Viottoli, Pinerolo
– Marcello Vigli, Stefano Toppi e Dea Santonico – CdB San Paolo, Roma
– Francesco Giusti – CdB via di Gap, Pinerolo
– Cristofaro Palomba e Corrado Maffia – CdB Cassano, Napoli

la domenica mattina sono giunti anche
– Pina del Nevo – CdB Coteto, Livorno
– Mario Francini – CdB Luogo Pio, Livorno
– Beppe, Laura, Donata e Mauro – CdB Modena
– Paola Ricciardi – CdB Isolotto, Firenze

Dopo aver ringraziato la Comunità dell’Isolotto, che ci ospita ancora una volta, ha inizio la riunione.

1. Valutazioni sul XXXVI° Incontro nazionale di Verona

E’ stato fatto un giro di tavolo per raccogliere impressioni e valutazioni di ciascuno dei presenti che hanno partecipato all’incontro nazionale di Verona.

La valutazione sull’incontro è stata complessivamente positiva.

alcune testimonianze

Cristofaro: incontro molto stimolante, ottima la localizzazione e i costi
Stefano: valutazione complessivamente positiva; la tavola rotonda è stata un po’ troppo omogenea e prevalentemente positiva nella valutazione del papato di Francesco
Marcello: eviterei la eccessiva presenza di “banchetti”
Rosario: a Milano siamo riusciti siamo riusciti a stimolare alla partecipazione all’incontro di Verona diverse persone, che da tempo non venivano. Tutte hanno espresso un giudizio positivo dell’incontro,sia per l’interesse reale dei temi trattati e sia per la presenza di tanti veronesi presenti non facenti parte delle CdB.
Francesco : la presenza di altre realtà ha rappresentato un valore aggiunto molto importante
Paolo F.: a Verona il 16 maggio è stato fatto un incontro con le realtà locali,che hanno espresso diverse valutazioni:

ecco alcune opinioni espresse
– apprezzata la validità della celebrazione eucaristica molto coinvolgente;
– il clima umano e familiare dell’incontro;
– aver re incontrato persone che non partecipavano da tempo;
– si è sentita una “affettività politica”;
– ho apprezzato il sorriso e la leggerezza dell’incontro (don Paolo parroco di Marcellise);
– abbiamo fatto un sogno e siamo riusciti a realizzarlo con la gente di questa città, e occorre guardare alla condivisione dei cammini (Luigi comunità della Madonnina);
– tavola rotonda troppo lunga e gestita con modalità vecchia e ripetitiva, domande generiche e poco incisive;
– sono mancati documenti su alcune questioni calde (Brennero);
– “Quali progetti di otri nuovi?”;
– è mancata una sintesi finale.
Anna: l’incontro ha aperto alcune prospettive e ha marcato la presenza della comunità per un cammino comune e un maggior coinvolgimento.
Beppe P.: giudizio positivo circa la partecipazione con apprezzamento per la presenza di giovani e di alcuni approcci internazionali. Faticosa e poco utile la sintesi finale dei lavori di gruppo, nella modalità prevista in questo caso.
Giuseppe: molto apprezzata la sistemazione logistica e i laboratori; eccessivo il numero di relatori alla tavola rotonda, poco incisiva le conduzione del dibattito. Sarebbe comunque utile recuperare i materiali
Corrado: importante la partecipazione di gruppi non omogenei alle comunità di base;
il coinvolgimento di altre realtà è una strada da percorrere nel futuro; chi gestisce i laboratori dovrebbe comunque realizzare una sintesi
Marcello: occorre capire cosa abbiamo ricavato per rilanciare il movimento. E’ necessario mantenere l’attenzione al mondo giovanile sfruttando il momento un po’ più favorevole a noi.
Peccato la mancanza di un documento finale.
Partendo dalla stampa (minore) già vicina a noi, sarebbe utile allargare la cerchia, tramite qualche grosso nome che possa farci “arrivare” ala stampa che conta.

Si è posticipato il punto 2 e si è passati a discutere del punto 3 (per consentire una immediata valutazione anche economico organizzativa dell’incontro nazionale)

3. Bilancio economico: Conto corrente, contribuzioni e preventivo 2017
Contributo per l’ Agenda della pace

La segreteria tecnica ha esposto alcuni dati di rendiconto economico e sulla partecipazione al XXXVI° incontro
(v. allegati 1 e 2)

Attualmente sul Conto di deposito della segreteria Tecnica vi sono: 4.360,90 euro

Non è stato fatto un preventivo per il 2017 non avendo al momento definito e quantificato i reali impegni per il prossimo anno, e anche in funzione della rotazione della segreteria Tecnica (v. punto 2 di seguito).

Il solo preventivo possibile è quello relativo alle spese “fisse”

causale € note
contributo collettivo EU 100,00
trasferta collettivo EU 400,00 media spese anni 2011-2015
server sito cdbitalia 100,00
totale 600,00

terminato il punto 3 si è proseguito con il punto 5.
il punto 4 viene rimandato a domenica in attesa della presenza dei modenesi – in particolare di Mauro Pugni che fa parte della redazione.

5. Iniziative e impegni futuri: Incontro Europeo CdB 2018 in Italia
Massimiliano riferisce sulla proposta fatta nell’ultimo incontro del “Collettivo europeo delle Cdb” circa l’intenzione di organizzare in Italia il prossimo “Incontro europeo delle Cdb”.
La scelta dell’Italia è legata alla rotazione e anche alla concomitanza che attualmente il segretario è italiano.

La proposta è di fare l’incontro a Roma il 12,13 e 14 ottobre 2018.
Ovviamente data e luogo sono soggetti alla verifica della reale fattibilità in quella data (sul luogo sarebbe preferibile restare a Roma)

Circa le tematiche, tenuto conto della situazione attuale vissuta in Europa in rapporto alla questione dei migranti le parole d’ordine identificate sono: la solidarietà, gli immigranti, la povertà.
Il titolo proposto è: “Una Chiesa povera per i poveri”
Una caratteristica dei convegni europei è quella di realizzarli in un luogo dove siano presenti comunità locali con le quali condividere strettamente l’incontro.
Nei precedenti incontri europei: Vienna 2009 e Buizingen (Bruxelles) 2014, gli incontri sono stati fatti direttamente nelle sedi di comunità che – diversamente dall’italia – erano anche sedi parrocchiali.
L’ospitalità: alloggio, pasti, locali di incontro,… sono stai totalmente a carico della nazione ospitante. I partecipanti stranieri (un centinaio in ambedue ei casi) si sono fatti carico in proprio delle sole spese di viaggio.

In italia al momento non esistono condizioni paragonabili per cui la sola soluzione possibile è far ricorso a strutture esterne: alberghi o strutture di ospitalità.
Questa soluzione comporterebbe però un carico economico non sostenibile appieno dalle sole CdB italiane.
Sono state perciò valutate le possibili alternative economicamente sostenibili: in ogni caso si dovrebbe prevedere un contributo economico anche dei partecipanti provenienti dalle altre nazioni.
Una soluzione a costi accettabilmente contenuti potrebbe essere Verona presso il CUM.
Tale proposta, assieme ad eventuali altre, sarà comunque valutata dal collettivo europeo cui spetterà la gestione dell’evento.

Si è poi discusso dei probabili/possibili impegni a livello nazionale per il 2017.

Prossimo incontro nazionale delle CdB italiane

Considerato che nel 2017 saranno “500 anni dalla Riforma Protestante” si è ipotizzato di realizzare il prossimo incontro nazionale assieme ai gruppi riformati italiani, in particolare con i fratelli e sorelle della FCEI (valdesi, luterani, riformati, battisti e metodisti).

Su questa ipotesi si è sviluppato un ricco scambio di opinioni senza però la definizione di tenatiche specifihe o problematiche organizzative e partecipative, essendo necessaria una preventiva verifica delle possibilità e diponibilità dei partner “protestanti”.

A tale scopo Stefano Toppi è stato incaricato di verificare la fattibilità di tale proposta con la direzione di “Confronti” e/o referenti della FCEI

I dettagli e le modalità di realizzazione dell’incontro saranno discusse e valutate nel prossimo incontro di Collegamento nazionale.
Oltre alla proposta per il 37° incontro nazionale è emersa la proposta di incontri seminariali sui temi trattati nel libro “Oltre le Religioni” (autori: John Shelby Spong – María López Vigil – Roger Lenaers – José María Vigil; Prefazione di Marcelo Barros). (v. Allegato 3 – in calce).
Proposta che è stata accolta con molto favore da gran parte dei presenti.

Nel prossimo incontro di collegamento verranno stabilite data e modalità per la realzzaizone dell’incontro seminariale.

—> nota
Da accordi con Gabrielli editore è possibile acquistare il libro con il 30% di sconto.
La Segreteri Tecnica, in collaborazione con Paolo Ferrari, si occuperà delle prenotazioni.
La consegna del libro ai richiedenti sarà fatta in occasione del prossimo collegamento naz/le.

Tra gli impegni futuri si ricorda che 2016 ci saràanno

18 – 20 novembre 2016 presso il CUM di Verona,
XXII incontro nazionale DONNE Cdb e …oltre
Il tempo dell’attesa. Intreccio fra esperienza spirituale e vita quotidiana

2. Segreteria Tecnica: rotazione anticipata e nuovo mandato

Massimiliano espone le ragioni della remissione del mandato.

L’argomento è posto all’ordine del giorno a causa della mia impossibilità di proseguire oltre questa data l’impegno straordinario che avevo accettato nel dicembre 2014.

La scelta fatta allora, con non poche difficoltà, non è più per me sostenibile per tre ordini di problemi
– primo: l’impegno richiesto è gravoso se a carico di una sola persona, e nella prospettiva dei prossimi impegni nazionali (ed europei) delle CdB mi sarebbe molto difficile farne fronte correttamente sia fisicamente che mentalmente
– secondo: la concomitanza del mio impegno per la segreteria del “Collegamento europea delle CdB” (precedente al mio impegno con la segreteria tecnica nazionale) non è più compatibile
– terzo: problemi personali/familiari

Ritengo inoltre che alla luce della evoluzione avvenuta negli anni all’interno delle CdB italiane, complice anche l’invecchiamento dei suoi membri, si debba riconsiderare la funzione della Segreteria Tecnica individuando soluzioni che superino il tradizionale affidamento di tale funzione ad una singola comunità.

Si è aperta una discussione sulla valenza e sulle funzioni della Segreteria Tecnica che ha confermato, nella stragrande maggioranza, la scelta di affidare, a rotazione, la Segreteria Tecnica ad una comunità.

Considerati i precedenti mandati e al termine di un confronto vivace e ampio, terminato la domenica mattina, la comunità di Pinerolo-Viottoli ha accettato di assumere l’incarico della Segreteria Tecnica per il prossimo triennio (2017-2019).

Domenica 2 ottobre 2016

L’incontro è ripreso la domenica mattina con la presenza di altri partecipanti delle comunità di Modena e Livorno.

Da parte di molti dei partecipanti è stato espresso il desiderio di partecipare alla celebrazione eucaristica della comunità che si sarebbe svolta alla 10,30, in locali attigui.
In questa occasione non è stato possibile dar seguito a questo “desiderata”.
In caso di futuri incontri all’Isolotto ci si organizzerà, in accordo con la comunità stessa, per favorire la partecipazione del “collegamento” alla celebrazione, magari valutando un orario compatibile con le esigenze di ambedue i gruppi.

4. Sito web: stato dell’arte e prospettive

Paolo Sales ha presentato la situazione attuale relativamente alla gestione del sito web.
Ha ribadito innanzitutto la necessità (già espressa anche nei precedenti Collegamenti) di affidare ad altri la gestione redazionale del sito.

Proprio in considerazione di ciò
– da qualche tempo non viene più fatto l’aggiornamento settimanale del sito, come avveniva precedentemente e conseguentemente la parte dinamica ora è ridotta al solo “Primo Piano”.
– ha preferito dedicarsi principalmente alla pagina Facebook che si è dimostrata più efficace in termini di attrazione/attenzione verso le nostre tematiche.

Attualmente è esiste anche un account Twitter (a seguito di novità contrattuali relative al servizio di server in atto).
Sarebbe utile che qualcuno, che frequenta con continuità Twitter, potesse occuparsi anche di tale opportunità.

Al momento oltre a Paolo la redazione è composta da Marcello e Mauro Pugni (cdb Modena).
La maggiore criticità sta nella bassa affluenza di materiali da parte delle comunità; inoltre sarebbe utile ridefinire il ruolo del sito a fronte degli strumenti di comunicazione in essere.
In particolare sarebbe utile che le stesse comunità potessero alimentare la pagina Facebook autonomamente in modo diretto:magari creando un gruppo Facebook ad hoc.
E’stata riproposta la ipotesi di riorganizzare il sito privilegiando la funzione di “contenitore” della documentazione delle CdB realizzando una “fusione” con l’archivio delle CdB di Firenze, unificando a livello digitale tutti i contenuti in un unico sito.

Paola Ricciardi relaziona sullo stato dell’arte della archivio, in particolare sul software “Archimista” usato per la gestione digitale del progetto, di cui attualmente esiste una versione web denominata “Archivista”.

Il progetto Archivio delle CdB continua con la collaborazione di Barbara Grazzini, ma nel 2105 e 2016 non ha più avuto il contributo della Tavola valdese.
Questo comporterà la necessità in futuro di definire la continuità del progetto stesso.

Alcuni interventi in particolare: Corrado, Cristofaro, Paolo Stefano e Massimiliano hanno sottolineato l’esigenza di integrare e gli “archivi” dei due siti, consentendo una fruizione diretta di tutti i documenti già disponibili in digitale (nelle diverse forme possibili)e anche dei paradati (schede) contenuti in Archimista.
Ciò per facilitare una semplice ed efficace consultazione da parte degli utenti, in particolare quelli che non hanno adeguata dimestichezza con gli strumenti informatici.

Al termine della discussione sul sito Rosario Carlig ha accettato di fare da coordinatore della di redazione e revisore dei contenuti coadiuvato da Mauro Pugni che formeranno il nucleo portante della redazione.

Al termine della discussione sul sito, su proposta di Marcello Vigli al quale vanno fatto infiniti ringraziamenti per la sua disponibilità in tutti questi anni, Rosario Carlig della CdBNordMilano ha accettato di fare da coordinatore della redazione e revisore dei contenuti, coadiuvato da Mauro Pugni per le altre attività redazionali. Insieme formeranno il nucleo portante della redazione,per cui d’ora in poi per qualsiasi problema inerente il sito bisogna rivolgersi a Rosario (cell.3397952637 ,email rcarlig@virgilio.it).
Paolo Sales mantiene la gestione tecnologica del sito.

In conclusione si è poi affrontato il nodo della gestione dei comunicati stampa.
Stante la minor disponibilità di Marcello a proseguire nella funzione di stimolo e gestione del gruppo “comunicati” (*), verrà richiesto a Gilberto Squizzato, che già faceva parte del gruppo, di assumere il ruolo di produrre la prima bozza.
Rosario Carlig contatterà direttamente Squizzato per verificare tale proposta.
Le modalità di funzionamento del gruppo rimarranno immutate.
La diffusione dei comunicati sarà fatta, come già attualmente, dalla Segreteria Tecnica
(*) Anna Caruso, Francesco Giusti, Beppe Manni, Gabrielle Natta, Palo Sales, Gennaro Sanges, Stefano Toppi, Massimiliano Tosato, Marcello Vigli.

Per ragioni di tempo non è stato possibile affrontare il punto 6 all’o.d.g.: Adesione alla rete europea “Réseau européen Eglises et Libertés”, la cui discussione è rinviata la prossimo Collegamento.

7. Prossimo collegamento
A conclusione dell’incontro si è definita la data del prossimo collegamento che si terrà il 21 e 22 gennaio 2017.
Il luogo è ancora da definire: una prima soluzione – nella ipotesi di poter consolidare un luogo permanente per gli incontri di collegamento – è Firenze.
Tale soluzione è legata alla verifica della possibilità di trovare una collocazione logistica in zona (Polisportiva?) che consenta di mantenere un legame con la comunità senza aggravare troppo la Comunità stessa.

Qualora l’ipotesi Firenze non fosse praticabile, la segreteria tecnica valuterà quale soluzione logistica adottare.

Alle 12,12 i lavori del collegamento sono conclusi, ma l’incontro è continuato con un ottimo e abbondante pranzo comune, preparato dalla comunità dell’Isolotto, cui è stata espressa una sincera gratitudine per l’impegno profuso nell’accoglierci.
Grazie ancora a Tina, Francesco, Claudia, Giuseppe, Luciana e a tutti e tutte membri della comunità, di cui purtroppo non ricordo i nomi.

Bologna, 6 ottobre 2016

EI DELLA BARCA QUAL NOVITA’?

Un Papa nuovo?

L’impatto emotivo del comportamento e delle parole di papa Francesco hanno creato un consenso pressoché universale sia nel mondo cattolico e religioso che in quello laico. Italiano e mondiale.

Si parla di un papa rivoluzionario.

Ma è vero?

Certo la stragrande maggioranza della gente vive direttamente o indirettamente un cristianesimo-base, tradizionale che non ha mai messo in discussione. Fa parte del DNA di molti cattolici. Casomai si brontola per certe prese di posizione del Vaticano in campo morale o politico che vengono viste come intromissioni indebite. O ci si scandalizza delle ricchezze faraoniche del vaticano. Ma l’ignoranza catechistica endemica e secolare del cattolico italiano non gli permette di disporre di qualche strumento teologico o esegetico per andare oltre a sensazioni emotive. In conclusione chi non si sente cattolico se ne va in silenzio; chi rimane fruisce della religione come un distributore automatico per i momenti salienti della propria vita, senza discussioni o problemi.

Questo Papa in verità non ha cambiato nulla della fede cattolica. Teologicamente. Il Credo Niceno-costantinopolitano cioè l’elenco delle verità non ‘negoziabili’ recitate nella messa, è rimasto intatto da 1700 anni. Per due millenni non si è pensato di rivisitare questa codificazione delle verità confezionato al tempo dei greci bizantini. Nonostante importanti documenti del concilio, si fatica a superare la lettura e interpretazione letteraria della  Scrittura.

Non è stato cambiato l’impianto sacramentale e devozionistico della tradizione. Ad esempio la confessione, l’adorazione eucaristica, la fede acritica nei gesti ex opere operato (effetto immediato dei sacramenti e delle benedizioni indipendentemente dalla fede personale), il “segno” indelebile del battesimo e dell’ordine ecc. senza interrogarsi sulla non ragionevolezza per l’uomo moderno di questi gesti e affermazioni. La venerazione idolatrica delle madonne e dei santi. Si continua a beatificare santi. Il culto necrofilo delle reliquie, la dottrina incomprensibile delle indulgenze.

Insomma la teologia ufficiale non è stata messa mai in discussione a partire da  tutto l’apparato dogmatico fino al primato e all’infallibilità del Papa, e la totale mancanza di democrazia nella chiesa.

Questi sono degli ostacoli insormontabili per un dialogo vero con i nostri fratelli riformati che tutte queste cose hanno superato e cancellato da quattrocento anni.

Ancora. Il vaticano e i suoi cardinali variopinti, le liturgie faraoniche, esistono ancora. Non è ancora stato intaccato l’apparato economico e le alleanze politiche della chiesa. Anche sulle tematiche affrontate dal sinodo sulla famiglia, come l’ammissione dei divorziati alla comunione, l’unione gay, il celibato dei preti e il ruolo della donna nella chiesa, il papa si è espresso sulla linea della tradizione: “Bisogna avere comprensione, non giudicare, sapere accogliere; per il ruolo della donna vedremo, caso mai si può cominciare a ragionare del diaconato femminile”. Misericordia ma non riforma.

Ma nulla di più.

I motivi della linea tradizionalista del papa potrebbero essere diversi

1 Questo papa è un anziano gesuita vissuto per anni all’interno dell’ortodossia cattolica, non riesce a staccarsi dalla tradizione. Non lo vuole e forse non ne è capace.

2 Oppure per i suoi innovativi atteggiamenti trova forti resistenze nell’apparato curiale e in una parte di vescovi che vedono intaccato il proprio ruolo di potere. Ma anche in molti cattolici tradizionalisti che sono come impauriti da questi nuovi comportamenti e sognano la rigidezza e la sicurezza di Ratzinger il papa precedente. E’ una corrente sotterranea che non si esprime pubblicamente per la struttura monarchica della chiesa che non prevede né una discussione libera e aperta sui problemi e sui contenuti: non è ammesso il dissenso. Ma è presente e potrebbe portare ad una spaccatura scismatica fuori stagione.

Francesco consapevolmente non vuole rompere la comunione tra i vescovi e urtare una parte di fedeli cattolici.

Ma questo papa venuto dai confini della terra è vissuto tra i poveri, ha respirato il vento della teologia della liberazione. Si è caricato della sofferenza del mondo ed è imprevedibile e rivoluzionario.

3 Oppure. Per la sua riforma sceglie un’altra strada, che nessuno gli può contestare. Riprende i temi forti delle scritture e in particolare del vangelo. Leggete ‘Misericordiae vultus’ scritto per l’indizione dell’anno santo e ‘Laudato si’ sulla questione ecologica’. E poi richiamate alla memoria i diversi interventi nelle omelie private in Santa Marta, nelle interviste e nei discorsi ufficiali. Osservate i suoi comportamenti. Sta in mezzo alla gente, non giudica e non condanna, accoglie tutti, parla di misericordia, di fraternità, di compassione. Nei testi sacri non si parla solo di giustizia ma specialmente di misericordia. Condanna con voce forte e autorevole le guerre condotte per ragioni economiche. Lo sfruttamento, i massacri e le immigrazioni forzose. L’egoismo dell’occidente che chiude le porte. Le strumentalizzazioni delle religioni compresa quella cattolica. I disastri ambientali.

La gente di buona volontà sente vicine queste parole, le condivide e accende in loro una speranza. Sembra dire: la religione è amore e misericordia. Il resto verrà dopo.

Su questo terreno non può essere contestato, al massimo lo accusano di ingenuità  politica.

Francesco ha aperto la strada.

Ad altri continuare nel rinnovamento della chiesa. O meglio i cristiani (vescovi, preti, uomini e donne) dovrebbero alzare coraggiosamente  la testa smettere la secolare sudditanza al clero e costruire insieme una vera e profonda riforma per non lasciare isolati non solo il papa, ma molti teologi e cristiani di base che questa riforma la suggeriscono da molti anni. Inascoltati.

Per riaprire le porte affinché i buoi ormai scappati possano se vogliono rientrare nella stalla-ovile e lasciare il posto alle nuove pecore che vogliono mangiare buona biada al sicuro.

Beppe Manni
Ottobre 2016

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