Archivio mensile:aprile 2017

Don Erio e gli ex preti

PRETI EX E VESCOVO DI MODENA CASTELLUCCI

(Art. di Beppe Manni Gazzetta 24 aprile 2017: “don Erio e gli ex preti“)

Scheda Nella chiesa cattolica i preti (diocesani e religiosi) sono 416.OOO. In Italia sono circa 50.000. Nella diocesi di Modena 193 tra i quali 12 religiosi e 17 di altre diocesi e nazioni come polacchi, africani ecc. In tutta la chiesa circa 100.000 hanno smesso di fare i preti negli ultimi 50 anni; in Italia circa 8.000. Ogni anno 40 preti chiedono la “dispensa”. A Modena sono una ventina “viventi”. Negli ultimi 40 anni sono stati circa 40 (e altri sei se allarghiamo il conto alla diocesi di Carpi). Il “circa” è d’obbligo in quanto non è mai stato ‘pubblicato’ il numero dei presbiteri che hanno chiesto la dispensa. I motivi ufficiali di questa scelta secondo la chiesa sono: “Instabilità affettiva; immaturità, conflitti con il vescovo o con l’istituzione; perdita della fede; depressione”. I motivi reali sono per la quasi totalità, la scelta di sposarsi maturata anche in un contesto di solitudine affettiva, sollecitata dalla crisi del ruolo del prete oggi. La grande maggioranza di questi preti era preparata e ben inserita nelle realtà parrocchiali. Erano chiamati ‘spretati’ poi ex preti; preti ridotti allo stato laicale o che hanno ottenuto la dispensa. Per molti oggi sono i “preti sposati”. O sacerdoti che hanno abbandonato: in verità è la chiesa che ha allontanato dei sacerdoti che non sottostavano alla legge del celibato. Da molti anni da parte delle chiese specialmente brasiliane africane e nord europee, si chiede di prendere in considerazione una nuova figura del prete: celibe o sposato, uomo o donna.
L’incontro con il Vescovo Sabato 22 aprile alle ore 12 il Vescovo di Modena don Erio castellucci ha incontrato un gruppo di otto ex preti modenesi nella sua casa in arcivescovado. Ecco la lettera di invito: “Cari amici, alcune settimane fa uno di voi mi ha accennato all’ipotesi di un incontro semplice e conviviale con coloro che, un tempo presbiteri modenesi, hanno poi lasciato il ministero e hanno compiuto altre scelte, il più delle volte sposandosi e continuando a servire la Chiesa e il Vangelo con dedizione e competenza. Ho subito pensato che questa fosse una buona idea e la rivolgo a voi. Vi invito – chi può e chi vuole – ad un momento di scambio seguito dal pranzo in arcivescovado, presso la famiglia che abita con me, sabato 22 aprile. Potremmo trovarci a mezzogiorno e parlarci con semplicità e senza fretta durante il pranzo. Non ho particolare argomenti da proporre: mi piacerebbe che ci ascoltassimo a vicenda e condividessimo le esperienze vissute. Credo che possa essere di reciproco arricchimento. Vi saluto e spero di potervi incontrare nell’occasione. Don Erio Castellucci”. Le lettere di invito sono state 17, ma per motivi vari i presenti all’incontro conviviale con il vescovo erano otto. Don Erio ha chiesto ai presenti di raccontare la propria esperienza. Il prete ex più anziano era stato ordinato nel 1952 il più giovane nel 1987. Hanno esercitato il ministero sacerdotale per 5, 10, 20 anni e più, in contesti diversi. Tutti hanno trovato una certa difficoltà ad abbandonare il loro ruolo di prete e ad inserirsi come laici nella realtà sociale e lavorativa. Si sono progressivamente liberati del ruolo di prete e hanno costruito una nuova identità laica, più autentica. Hanno scoperto una fede più vera e personale, e la bellezza di stare con ‘amore’ in mezzo alla gente che conosceva e apprezzava le scelte compiute. E’ stato un arricchimento personale profondo e proficuo. Serenità che nasce dalla maturità affettiva e religiosa, anche grazie all’esperienza di vivere una famiglia e un’attività professionale. Molti hanno raccontato di essersi inseriti nelle realtà parrocchiali e diocesana, come catechisti, formatori, organizzatori o consiglieri dei parroci. O come insegnanti di religione nelle scuole. O come operatori culturali nella città. Oppure hanno trovato un ruolo in una Comunità di Base. La maggiore disponibilità di tempo e la nuova esperienza, hanno permesso di approfondire gli studi biblici e teologici con nuove prospettive e libertà. Non sembravano interessati a riprendere un ruolo “clericale”. Hanno lamentato il disinteresse ufficiale della gerarchia e della chiesa. Hanno riconosciuto l’eccezionalità dell’invito del vescovo che non voleva avvicinare “il figliol prodigo” ma era dettato dal desiderio di ascoltare. Don Erio infatti ha molto ascoltato. Ha detto che le porte si stanno aprendo anche grazie alla presenza di questo Papa che pur senza cambiare per ora le antiche regole ha aperto delle finestre. La chiesa cattolica di Oriente prevede i preti sposati e già dal tempo di Voitila sono stati accolti preti anglicani sposati “convertiti al cattolicesimo”. “Oggi, dice il vescovo, in diocesi ci sono 243 parrocchie e per molte di queste non possiamo garantire un prete. Anche se molti preti stranieri chiedono di venire a lavorare da noi, preferisco attraverso la ristrutturazion delle aree pastorali, coinvolgere non solo i preti ma anche i laici per una più diretta gestione delle comunità, per declericalizzare sempre di più le parrocchie e superare la divisione tra sacro (il prete) e il profano (il laico). E’ importante non solo assicurare una messa per le comunità ma la presenza pastorale e l’evangelizzazione. Una famiglia presente nella canonica potrebbe diventare un importante punto di riferimento per tutta la comunità. Vi chiedo di aiutarmi a capire di più la realtà diocesana attraverso il vostro punto di vista arricchiti dalla vostra esperienza di confine. Possiamo incontrarci ogni tanto per sviluppare alcuni aspetti della pastorale. Un primo appuntamento potremmo organizzarlo prima della fine dell’estate per confrontarci sulla “parrocchia” che è l’oggetto del prossimo anno pastorale: vi manderò una traccia su cui discutere”
Osservazioni conclusive Anche se le presenze all’incontro conviviale dei ‘preti emeriti’, come li chiama il vescovo, erano ridotte rispecchiavano la situazione generale degli ex preti almeno italiani. E’ importante l’iniziativa di don Erio in quanto ufficializza l’esistenza di questa realtà dimenticata e tenuta in una zona d’ombra per tanti anni, e riconosce l’opera passata e presente di questi preti che per molti anni hanno lavorato nelle parrocchie e ancora oggi sono una risorsa preziosa per la loro preparazione spirituale, teologica e pastorale. In verità è passato molto tempo e ognuno ha trovato un suo nuovo ruolo all’interno della società e della chiesa. L’accoglienza e la stima della gente nei confronti degli ex, lascia intendere che i tempi sono ormai maturi per cambiare la tradizionale figura del prete
Commento del Vescovo “L’incontro di sabato con un gruppo di persone che hanno svolto il ministero presbiterale e poi lo hanno lasciato è stato per me particolarmente ricco; il clima era molto costruttivo, le riflessioni erano filtrate da esperienze a tratti dolorose ma sempre vissute con autenticità; i presenti hanno detto che spesso il loro vescovo ha saputo accogliere e accompagnare la decisione di sospendere il ministero. In alcuni casi, però la decisione ha creato imbarazzo e ha generato un certo isolamento rispetto agli altri preti. Io credo che sia importante ascoltare coloro che hanno speso anni di vita nel ministero e che ora li spendono nella vita laicale, perché possono offrire a tutta la comunità la testimonianza di come il Signore sostenga e accompagni anche nei “fallimenti” e aiuti a mettere a frutto in altro modo i doni di ciascuno”. (Beppe Manni)

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Collegamento nazionale delle CdB – sabato 3 e domenica 4 giugno 2017

Care amiche e cari amici,
care comunità e gruppi,

siete invitati/e a partecipare alla riunione del Collegamento nazionale delle CdB che si svolgerà presso l’hotel Meeting di Calderara di Reno (Bologna) sabato 3 e domenica 4 giugno 2017.
La riunione inizierà alle ore 15 di sabato; la conclusione è prevista per le ore 13 (pranzo escluso) di domenica.

Ordine del giorno:

  • Resoconto sull’incontro del collettivo europeo delle CdB tenutosi a Roma a fine aprile
  • Situazione economica e contribuzioni annuali delle CdB
  • Organizzazione del prossimo seminario nazionale CdB (Rimini, 8 – 10 dicembre 2017)
  • Varie ed eventuali.

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I costi delle camere – prima colazione inclusa – sono i seguenti:
camera doppia uso singola: € 49,00
camera doppia: € 62,00
camera tripla: € 72,00

Cena di sabato 3/6:  € 15,00  (primo, secondo, contorno a buffet, acqua, vino 1/4 a persona, caffè)

Chi partecipa al collegamento senza pernottare è comunque invitato/a, se possibile, ad essere presente ai lavori fin dal sabato pomeriggio.

Hotel Meeting, via Garibaldi 4 – Calderara di Reno (BO) – www.meetinghotel.it
L’hotel è raggiungibile con l’autobus n°91 TPER (linea Stazione Centrale-Calderara-Padulle-Bagno di Piano) dalla stazione di Bologna Centrale (30 minuti – fermata Calderara Garibaldi). Stiamo anche pensando di organizzare il trasferimento dalla stazione all’hotel in auto (a tal proposito chiediamo ai bolognesi e a coloro che giungeranno con mezzi propri di comunicarci l’eventuale disponibilità a svolgere questo servizio il 3 e/o il 4 dalla stazione all’hotel e viceversa).

Prenotazioni entro lunedì 15 maggio tramite il modulo che trovate al seguente link: https://goo.gl/forms/ue0jVnbttdko3aic2

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Invitiamo le comunità e i gruppi a provvedere al versamento della quota annuale 2017 utilizzando il C/c della Segreteria:

Conto BancoPosta n° 3997287

Intestatari: SALES PAOLO – GHIRARDOTTI DOMENICO
IBAN: IT 26 B 07601 01000 000003997287

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