Incontri col vescovo

Ciao Beppe, ciao a tutti,
grazie per il verbale, precisissimo, e soprattutto per le occasioni di
incontro, dialogo e confronto.
Un caro saluto e un augurio a tutti di buona estate!
don Erio

Il 22/06/18, Beppe Manni <manni.beppe@gmail.com> ha scritto:
Cari amici e amiche vi mando alcuni appunti su due “avvenimenti”.

*I - Pranzo Teologico dal Vescovo*

Martedì 13 abbiamo incontrato il vescovo a pranzo per una merenda di
lavoro. Lo aveva chiesto don Erio per parlare con un gruppo ristretto e
allargato (oltre la comunità) di tematiche a lui care.

Erano presenti: Beppe Manni, Chiara Scorzoni, Corinto Corsi, Franco
Richeldi, Luciano Guerzoni, Paola Cigarini, don Paolo Boschini, Pier
Vincenzi, Sandro Desco, Sandro Vesce. Bepi Campana non era presente e aveva
mandato una sua riflessione che allego di nuovo.

Clima cordiale. Cerco di fare un rendiconto senz’altro parziale. Chiedo di
integrarlo con aggiunte e aggiustamenti. Specialmente aspetto un resoconto
più dettagliato dell’intervento di Paolo Boschini, che mi è sembrato
importante per la prospettiva che ha aperto e proposto per la Comuità del
Villaggio

*Sandro D* introduce e coordina. *Franco* chiede al vescovo che cosa è
emerso dalla tre giorni pastorale e in che modo la nostra comunità puo’
inserirsi in questo piano. *Vescovo*: Il progetto 2.0 per le parrocchie
continua il 1.0 del’anno scorso. Per il prossimo anno le proposte di
riflessione e pastorali saranno 4: Migrazioni; Sport e Oratorio;
Lavoro. *Sandro
D.:* Nelle nostre riflessioni è emersa l’importanza della preparazione che
devono avere i catechisti nelle parrocchie, per non fermarsi solo
all’aspetto “socializzante” dei ragazzi. *Beppe*: tre sono gli ambiti nei
quali noi possiamo dare qualche suggerimento: nella nostra Comunità
sperimentiamo una certa uguaglianza e  democrazia (uomo donna ecc) non
essendoci sacerdoti né la gestione diretta dei sacramenti; la Comunità ha
una lunga esperienza di letture bibliche condivise; abbiamo sperimentato
l’importanza della piccola comnità-gruppo che potrebbe aiutare la
parrocchia ad essere presente  nelle varie zone del territorio. *Corinto*:
I documenti del Vescovo dovrebbero rispondere alle domande della gente
specialmente chiedere a loro i racconti di esperienze. Oggi si parla di
tramonto di un regime di cristianità come dice Bepi nella sua riflessione,
io parlerei piuttosto d attraversamento della cristianità.* Chiara*: Da
alcuni anni partecipo alla Comunità del Villaggio; ho scoperto un modo
nuovo di leggere la Parola e la Bibbia e ho acquisito nuove motivazioni
profonde per il mio impegno sociale. Le donne sono capaci di costruire una
relazione tra azione e pensiero nel proprio ambiente di lavoro, cambiando i
ruoli di potere.  *Don paolo*: qual è la collocazione politica del
Villaggio? Lo chiedo perché oggi siamo di fronte a una nuova emergenza con
il ritorno di “Mussolini” e delle destre. Necessità di un nuovo impegno.
*Paola
insieme a Beppe* - sulla storia e l’evoluzione dell’impegno politico nella
Counità: la lettura della Bibbia ci ha portato a coniugare l’ascolto, la
preghiera e l’impegno in prima persona e come comunità nella sinistra
(molti di noi hanno accettato impegni diretti ad esempio in consigli di
quartiere, consigli comunali, sindacato, sindaco ecc), non come cristiani
ma in modo diretto anche se espressione della Comunità. Poi l’impegno è
stato più personale o di piccoli gruppi (Carcere, Comitati di Quartiere,
Pace, ecumenismo, Scuola di Quartere ecc.). Per essere dentro ai problemi e
vicino alla gente, con modalità sempre nuove. Le donne partono dal loro
vissuto per creare relazioni nuove (Paola). *Luciano*: Quello che avete
fatto sul territorio è un lavoro molto importante a livello politico.
Esprime posizioni legate al Vangelo. Oggi più che superamento della
cristianità dobbiamo parlare di cambiamento antropologico. Si deve tornare
all’annuncio del vangelo. La comunità può aiutare a comprendere questa
nuova situazione: i giovani ad esempio vivono in una nuova era scientifica
e tecnologica che non prevede l’intervento di Dio. E’ una nuova “cosmogonia”.
*Sandro* V.:Voglio ricordare un importante libro che purtroppo non si trova
più ”Il grande codice” di Frye sui nuovi linguaggi. *Sandro* D. Il Papa,
molti vescovi e giornali cattolici come Avvenire e Famiglia Cristiana si
sono espressi  per lo ius soli e poi per l’accoglienza dei profughi. A lato
pratico come hanno dimostrato i risultati delle elezioni molti cattolici
hanno espresso un altro modo di pensare, filoleghista.         *Pier:*
ritornando al ruolo delle donne nella chiesa, sembra che la donna nella
chiesa del primo secolo fosse importante quando la chiesa era ancora
“domestica” e la comunità si incontrava nelle case; poi con l’emergere del
clero e dei vescovi si è affermata una chiesa patriarcale e maschile che ha
tagliato fuori le donne. *Don Paolo*: Dobbiamo saper leggere i segni dei
tempi, ci sono segni nuovi. Anche la Comunità del Villaggio può rientrare a
pieno titolo nella chiesa diocesana; costruire insieme un luogo di
riflessione diocesano, in modo particolare su un nuovo impegno tra fede e
politica in un momento di insorgenza fascista. Mussolini è all’orizzonte,
necessita un risveglio dell’anima con nuove pratiche di confronto. Propongo
un gruppo di lavoro stabile… *Vescovo* – E’ importante e prezioso il ruolo
della comunità di base con l’apporto di punti di vista e modi diversi di
pensare. Chiedo suggerimenti per le prossime lettere pastorali e
specialmente per i programmi pastorali della diocesi.


*II - Domenica 17 giugno **alle ore 11  nel giardino di Sandro e Maurizia
abbiamo fatto la Festa della Comunità. *E’ ormai tradizione della Comunità
ricordare quando a metà giugno del 1976, siamo ufficialmente usciti dalla
struttura-parrocchiale del Villaggio Artigiano e abbiamo camminato in
quartiere tra la gente. Siamo usciti in 100: l’unica cosa che abbiamo preso
con noi oltre a cento amici è stato il nome  “Comunità Cristiana di base
del villaggio Artigiano”.

*Sandro* ha presieduto la liturgia, *don Erio*, vescovo, ha fatto l’omelia.
Le letture parlavano del Regno e delle sue parabole: il Regno di Dio è
simile al piccolo seme di senape... Gesù non parla di sé, di chiesa o di
sacramenti; il centro della sua predicazione è il Regno. La sua è la
predicazione di un profeta che si trova in mezzo tra potere politico e
religioso. Il profeta è il terzo incomodo che parla della logica di Dio. Il
Regno non è un esercito ma un piccolo seme nascosto nella terra, è un
ramoscello che nasce dal grande cedro (I lett), è una  radice sotterranea
che attende di nascere e diventare albero per portare molto frutto: è la
logica del Magnificat dove i piccoli e gli scartati saranno al primo posto.
Dobbiamo partire da sottoterra per andare in alto dove saremo giudicati
dalla carità.

*Erano presenti* anche la Lidia, la Tiziana e l’Elisa che si muovono con
difficoltà dalle loro case. Abbiamo ricordato nella preghiera gli assenti
per malattia, per vacanze o impegni diversi: Vittorino, Giorgio Domenicali,
Giorgio e e Rossella, Paola Gatti, Renata, Donata e Mauro, Chiara e Luigi,
Morena ed Elisa, Ursula ecc.
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