In memoria di Sandro Vesce

E’ morto sabato  17 agosto all’età di 81 anni Sandro Vesce. Da tempo ammalato, aveva deciso di rifiutare ulteriori interventi farmacologici e attendere serenamente e coscientemente la propria fine.

Sandro Vesce era una figura molto nota e importante per la città. Anche se era nato a Bologna Modena era la sua città, la conosceva bene e l’ha molto amata. Ne ricercava anche gli aspetti più curiosi e nascosti e ce ne ha lasciato testimonianza in diversi scritti. Basta ricordare il suo recente libro “Le meraviglie di Modena” (Artestampa, 2015), guida affettuosa, disincantata e originale.

La sua biografia è ricca e la sua vita si è intrecciata con tante esperienze e incontri con persone diverse. Era già adulto quando, terminati gli studi universitari e svolto il servizio militare come soldato semplice (lui, figlio di un generale dei carabinieri), decise di abbracciare la fede cristiana e diventare prete nel 1967. In seguito frequentò l’Università Gregoriana a Roma. Molti ricordano il suo impegno pastorale come assistente della FUCI (Federazione Universitari Cattolici Italiani), associazione allora molto presente nel dibattito sul rinnovamento della Chiesa, sulla spinta del Concilio. Poi ancora scelte importanti: si inserisce nell’azione pastorale della parrocchia del Villaggio Artigiano e contribuisce alla realizzazione di un rinnovamento profondo della gestione tradizionale.

Nel contesto sociale e politico ed ecclesiale di quel tempo (primi anni ‘70) molti contrasti si radicalizzavano, in campo cattolico sorsero numerose comunità di base spesso in contestazione con la gerarchia e anche i responsabili del nuovo corso della parrocchia del Villaggio Artigiano lasciarono il loro incarico e dettero vita a una Comunità di Base, che vive tuttora. In questo periodo Vesce scrive per Feltrinelli (1976) un libro importante e conosciuto in tutta Italia, in cui si disegnano le linee di un nuovo paradigma per le comunità cristiane. Il titolo è tutto un programma: “Per un cristianesimo non religioso”.

E’ la stagione anche dei preti operai, una diversa modalità di testimoniare la propria fede condividendo la vita concreta della gente. E anche Sandro Vesce fa questa scelta, lavorando come operaio per ben 9 anni alla Carrozzeria Autodromo di Modena, dal 1970 al 1979. Contemporaneamente continua la sua partecipazione alla comunità di base, anche se non più come prete, ministero al quale rinuncia nel 1976.  E’ rimasto in continuo dialogo con la chiesa di Modena e i suoi vescovi, in particolare con don Erio Castellucci.

Sandro si è sposato con Caterina e ha fatto da padre e da guida a suo figlio Francesco Tosatti. Intanto studia: diventa psicologo e psicoterapeuta e con questo ruolo svolge la sua professione fino all’ultimo.

Ma la sua impronta nella città è molto più vasta: ricordiamo solo la sua passione per le arti figurative contemporanee, i suoi rapporti di amicizia con molti artisti modenesi, il suo ruolo di animatore di eventi culturali. Molti altri sono gli aspetti di una personalità così ricca come quella di Sandro Vesce. Speriamo di poter ascoltare queste voci collettivamente, in una prossima occasione.

Noi oggi ripensiamo a lui con grande affetto e riconoscenza, ne ricordiamo la mitezza, l’ironia e l’autoironia, la profonda cultura, l’intelligenza viva e libera  da ogni conformismo, la bella testimonianza di fede.

Sandro Desco

(dalla “Gazzetta di Modena” del 21 agosto 2019)

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