Sandro

Ha sognato un cristianesimo non religioso, sull’onda delle parole di Bonhoeffer che abbiamo meditato agli inizi degli anni ’70. “Non homo religiosus, ma uomo, semplicemente, è il cristiano, come Gesù era uomo”.

La religione gli appariva vecchia e stanca, incapace ormai di parlare al cuore dei giovani e di influenzare la modernità. E ha provato a vivere la condizione che suggeriva. La funzione del prete nella parrocchia alle prese con l’amministrazione dei sacramenti, ma anche dei beni e soprattutto di una tradizione che non arricchiva più, non faceva per lui, come l’arte religiosa che, incapace di nuove invenzioni, si limitava a copiare malamente i grandi modelli del passato.

Non si poteva andare avanti così, meglio il silenzio, meglio ritirarsi in disparte, meglio l’operaio, senza addosso nessun simbolo, neanche quello dei preti operai e vivere della propria fatica quotidiana come i suoi compagni, dai quali pure lo distingueva una consapevolezza profonda delle proprie scelte, fatte sempre in piena libertà.

E allora anche l’esperienza della fabbrica, alla pressa, finisce. E ne inizia un’altra, di studio e di un nuovo lavoro fatto non più con le mani, ma con le parole, in relazione con altri uomini che avevano sofferenze da alleviare, se se ne era capaci.

Il suo studio di psicanalista era in centro città, e in città Sandro si muoveva con curiosità, con attenzione, guardando le cose che normalmente passano inosservate, con l’occhio dell’artista che dà vita a quello che incontra e che guarda.

Originale, troppo originale e gli amici un poco a volte sorridevano di lui che inciampava in sassi che loro non avevano mai nemmeno veduto e faceva proposte del tutto impraticabili, ma che avevano il pregio di illuminare problemi reali ai quali non si sanno dare risposte nuove, diverse da quelle che le convenzioni suggeriscono e impongono.

Ha sognato un cristianesimo non religioso, personale, profondo, capace di non dimenticare il proprio passato, di non rinnegare niente, nemmeno le devozioni popolari e il culto delle immagini, ma di saperci dialogare con libertà.

Dio con tutta la sua potenza si è lasciato scacciare dal mondo”, come direbbe Bonhoeffer, “e ci fa sapere che dobbiamo vivere come uomini che se la cavano senza Dio”. È un’operazione difficile. Più facile forse è tagliare del tutto con lui e vivere nel mondo soli. Sandro ha scelto consapevolmente di vivere nel mondo al cospetto di Dio, tenendo lo sguardo aperto su Gesù, sulla sua morte e la sua resurrezione.

(aggiungo le belle parole che ha lasciato scritto Sandro per noi allegate a un ricordo che Pier ha distribuito Domenica:  VI VOGLIO BENE – VOI ME NE VOLETE – CHE DIO SIA IN TUTTI  PRESTO)

Pier

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