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Collegamento Nazionale CdB Maggio 2019

Collegamento nazionale Cdb Italiane

Roma, 4 e 5 maggio 2019

VERBALE

Nei giorni 4 e 5 maggio il collegamento nazionale CdB si è riunito a Roma, nei locali della CdB di San Paolo, per definire la scelta del tema e del luogo in cui convocare il prossimo Incontro nazionale.

Erano presenti uomini e donne delle CdB di Roma San Paolo, Verona, Napoli Cassano, Firenze Isolotto, Pinerolo via Città di Gap, Pinerolo Viottoli, Piossasco, Bologna.

Dovevamo scegliere tra le due proposte che avevano avuto il maggior consenso dal precedente collegamento (Torino 9 e 10 febbraio 2019). Lo scambio di pensieri e parole è stato appassionato e ha portato alle seguenti decisioni:

Il seminario su “Tramonto del cristianesimo o tempo di rigenerazione?”, la cui proposta è stata compiutamente elaborata dalle CdB di Via Città di Gap e di Piossasco, è stato messo in calendario per il ponte dell’8 dicembre 2020. Avremo tempo per presentarlo.

Nel ponte dell’1-3 novembre di quest’anno siamo convocati e convocate per riflettere su temi legati al contesto politico ed ecclesiale in cui ci troviamo a vivere. Le motivazioni che sono state evidenziate, e che urgono alla nostra mente e al nostro cuore, sono diverse:

  1. La strumentalizzazione di Dio e dei simboli religiosi, in particolare della croce, per erigere muri contro chi è ritenuto/a invadere e insidiare la sedicente civiltà cristiana;
  2. La lotta per il potere interna alla gerarchia e alla chiesa cattolica, segnata dalla contraddizione inedita di due papi contemporanei, così diversi per indole e pensiero, e dagli opposti schieramenti di vescovi e cardinali;
  3. La pedofilia e la misoginia, fino agli estremi della violenza sessuale, praticate all’interno delle comunità religiose da chi predica l’amore;
  4. Lo sconcerto e l’insicurezza sofferta da chi annaspa in una realtà quotidiana che è diventata invivibile e angosciante.

Abbiamo bisogno di cercare e trovare indicazioni per una prospettiva di vita più coerente con il messaggio evangelico di Gesù. In questo senso è da intendere la locuzione “politica prima”, che ci è stata donata dalle donne del pensiero della differenza.

E’ la politica che mette al primo posto e al centro le relazioni, tra uomini e donne e tra esseri umani e tutte le altre creature, nella convinzione che la vita è possibile solo se ci sono armonia e relazioni d’amore tra loro.

L’invito che abbiamo condiviso, e che rivolgiamo a tutte le Cdb italiane, è a lanciare un messaggio chiaro, forte e comprensibile: dobbiamo saper disobbedire alle istituzioni politiche e a quelle religiose, per evidenziare i barlumi di speranza che fioriscono intorno a noi, partecipando con convinzione e attivamente alle iniziative che più ci appaiono coerenti con i valori evangelici, ai quali dobbiamo riconoscimento e obbedienza.

Venendo alla proposta concreta:

  1. Titolo dell’incontro. Due sono le proposte tra cui dobbiamo rapidamente fare la nostra scelta:
  • “Ubbidire a Dio piuttosto che agli uomini (Atti 5,29)”
  • “Vangelo e Costituzione oggi” (perchè noi stiamo in Italia e dobbiamo disobbedire alle leggi che contraddicono questi due caposaldi valoriali).
  1. Il sottotitolo è identico: “Credenti disobbedienti nella Chiesa e nella società”.

Le comunità sono invitate ad esprimere rapidamente la propria preferenza sul titolo, con la serenità di chi è consapevole che non si tratta di uno scontro di civiltà…

  1. Alle relazioni introduttive affidiamo l’approfondimento di 3 temi, nel pomeriggio dell’1° novembre:
  • La legalità è un valore assoluto? La disobbedienza civile come pratica di obbedienza all’insegnamento di Gesù. Proposte di relatori: Elvio Fassone, Gustavo Zagrebelski, Roberto Natale, Mimmo Lucano…
  • Credenti disobbedienti alle incoerenze, contraddizioni e violenze nella Chiesa, nelle Chiese – Antonietta Potente e Paola Cavallari
  • Credenti disobbedienti nella società: le nostre pratiche possibili di disobbedienza – Tonino Perna, Marco Deriu…
  1. I laboratori occuperanno buona parte della giornata di sabato 2 e saranno spazi di approfondimento e scambio di racconti, pratiche, proposte… sui temi delle tre relazioni introduttive. Le CdB si candidino a prendersi cura di un laboratorio e ce lo comunichino appena possibile. In base al numero di partecipanti i laboratori potrebbero essere due per ogni tema…
  2. Vorremmo poi dedicare un tempo adeguato nel pomeriggio di sabato per ascoltare chi ci può parlare dell’Amazzonia e dell’Assemblea dei Popoli Indigeni, che stanno mettendo l’Occidente imperialista e prepotente di fronte alle proprie responsabilità. Speriamo di poter avere con noi Marcelo Barros o José M. Vigil o Maria Soave Buscemi.
  3. Dobbiamo ancora individuare città e albergo: da questa scelta dipenderà anche a quale Cdb locale affidare la preparazione dell’Eucaristia di domenica 3 novembre.
  4. Su proposta di Marcello Vigli, il collegamento ha chiesto a lui, Franco Barbero e Luigi Sandri di preparare una breve presa di posizione delle CdB italiane sullo scontro di potere in atto all’interno della gerarchia cattolica, contrario allo spirito evangelico del “Per voi, però, non sia così!”. (Il testo, giuntoci da Stefano, è già stato redatto e ve lo alleghiamo; nei prossimi giorni la segreteria lo diffonderà alle agenzie e alle testate di stampa, oltre che inviarlo all’indirizzario delle CdB e a pubblicarlo su cdbitalia.it e sulla pagina Facebook).

 Sullo stesso tema e su altri (Migranti respinti/e, Violenza sulle donne…) abbiamo proposto che vengano preparati dei documenti da presentare per l’approvazione all’Incontro di novembre, in modo che vengano diffusi dalle CdB italiane.

  1. Approfittiamo di questo verbale per mandare alla CdB del Cassano di Napoli abbracci e auguri affettuosi e riconoscenti per i loro 50 anni di cammino insieme a noi e a tutte le donne e gli uomini del mondo che sono disobbedienti alle istituzioni per essere obbedienti e fedeli a Gesù e alla universale legge dell’amore e invitiamo tutti e tutte a partecipare all’incontro che hanno organizzato nei giorni 8 e 9 giugno prossimi per questo loro 50° anniversario: http://www.cdbcassano.it/2019/04/24/50-anniversario-della-comunita-cristiana-di-base-del-cassano/

 

Verbale a cura di Memo e Beppe per la segreteria tecnica

 

Pinerolo, 10 maggio 2019

Annunci

Collegamento Nazionale CdB Gennaio 2019

Verbale collegamento cdb Gennaio 2019 -Torino

Incontro Europeo delle Comunità Cristiane di Base

 

MODULO DI ISCRIZIONE E PRENOTAZIONE ALBERGHIERA: https://goo.gl/forms/aCmYJe2lwXr8lxDE2


Alcune annotazioni:

    • E’ stato predisposto per la conferenza di sabato mattina e per i laboratori un servizio di traduzione simultanea nelle 5 lingue dell’incontro (italiano, inglese, francese, tedesco, spagnolo) a cura di studenti/tirocinanti della Scuola di lingue e letterature, traduzione e interpretazione dell’Università di Bologna (sede di Forlì)
    • E’ stato realizzato un “quaderno” con tutti i testi (presentazioni delle CdB dei vari Paesi, relazione introduttiva, testimonianze dai diversi Paesi, celebrazione eucaristica), tradotti nelle 5 lingue, che sarà presente in ogni cartellina
    • E’ disponibile il parcheggio interno all’hotel al costo di € 8,00 al giorno (a Rimini fino al 30/9 tutti i parcheggi sono a pagamento)
    • Le prenotazioni dovranno avvenire esclusivamente tramite il modulo raggiungibile da questa pagina o comunque scrivendo/telefonando alla Segreteria nazionale delle CdB. Vi chiediamo di non contattare direttamente l’hotel per le prenotazioni al fine di evitare ogni disguido relativo a doppie iscrizioni o dati non congruenti
    • E’ possibile pernottare presso l’hotel alcuni giorni in più alle seguenti condizioni: camera doppia uso singola (colazione inclusa) € 59,00; camera doppia (colazione inclusa) € 79,00; volendo si può avere il trattamento di mezza pensione. In tal caso, invece, per le giornate extra occorrerà contattare direttamente l’hotel (facendo comunque riferimento all’incontro delle CdB).

 

Incontri col vescovo

INCONTRO COMUNITA’ con DON ERIO
SABATO 16 febbraio 2019

Sala di Quartiere – ore 18 – 40 presenze – Verbale.

Introduzione di Sandro Desco coordinatore: ci siamo trovati diverse volte nel mese di Gennaio per parlare del problema profughi (sollecitati sia dai documenti del Vescovo che dall’impegno del gruppo di Nonantola “Diaspora Africana” e della Scuola al Villaggio);  e del tema dell’interruzione della gravidanza (emerso in un passaggio della lettera di Natale del vescovo e che aveva suscitato perplessità).              Sull’immigrazione come stanno reagendo i preti e le parrocchie?

I ACCOGLIENZA IMMIGRATI

Vescovo: Imbarbarimento del linguaggio; non si riesce a dialogare con serenità senza accuse reciproche. Si confondono le cause con gli effetti. I migranti diventano il capro espiatorio. D’accordo sui principi ci si divide sulle scelte pratiche. Non ci dobbiamo arrendere: miti e fermi, mite fermezza. Bisogna recuperare la ‘pancia’ senza arrivare alle condanne. Calpestiamo i poveri che sembrano non gli aggrediti ma gli aggressori. Pensiamo all’altro solo astrattamente. Se incontri la persona e vedi un volto cambi atteggiamento; (Es Malù…). Nella Cei ho notato una buona convergenza di vedute e comportamenti anche di Bagnasco e Bossetti. La Caritas a Modena e nelle parrocchie fa accoglienza Porta Aperta è impegnata in un prima accoglienza. In diverse parrocchie in appartamenti autogestiti (82 accoglienze solo in città e periferie immediate), vengono sistemati alcuni giovani immigrati, (in via dei Servi ad esempio ma anche a S. Lazzaro e BVA…) Non solo immigrati ma anche ex carcerati per inserirli nella società e nel lavoro.

Matea: Insegno in una scuola; sono molti stranieri. Tra i ragazzi e le ragazze c’è un’integrazione naturale. Altro esempio il Tassoni dove ci sono insegnanti sensibili preparati. Essere giovani aiuta molto.

Cicci: solo la conoscenza reciproca fa superare i pregiudizi. Va favorita. Lo sperimento nella scuola per ragazzi africani che facciamo in queste sale. Voglio ricordare anche l’esperienza della parrocchia di don Paolo. I ragazzi che abitano un appartamento in un condominio di anziani, si offrono per fare la spesa, accompagnare e aiutare in piccoli lavoretti. La cosa funziona.

Beppe: Nel doc. pastorale del Vescovo ”Al di là dei loro mezzi” si parla di luoghi di integrazione come lo sport e la scuola, che a mio avviso nelle elementari e medie è il luogo privilegiato  di conoscenza e di naturale integrazione. Come lo è per gli adulti nel mondo del lavoro (fabbriche). Vanno ricordati questi aspetti positivi già esistenti. Nella lettera per San Geminiano si parla di profezia cioè di coraggio nel fare cose nuove e contro corrente come segni di speranza. Io ricordo che negli anni 70 e 80 al Villaggio in parrocchia, nella Comune, nelle famiglie era naturale un tipo da accoglienza per ragazzi senza famiglia, gente senza dimora e di passaggio, tossici d ex internati…

Rina: Superare gli aspetti negativi del primo impatto.

Gilli: Sono ginecologa al policlinico di Modena. Bisogna evitare la normalizzazione del male che avviene quando cancelliamo il volto della persona il “decreto sicurezza” è una modalità che cancella la drammaticità della legge. Impariamo dai ragazzi che fuori dal controllo parentale dialogano liberamente. Non parliamo più di stranieri ma di abitanti. E poi lavoriamo sul piano politico: occorre un documento condiviso formato da una piattaforma espressa da diversi gruppi che collaborano.

Vesce: Dobbiamo riflettere sulla mente umana sulla sua complessità nel singolo e nella società.

Bianca: I bambini ci insegnano: non hanno preclusioni. Sono gli adulti che impediscono l’inserimento ad esempio nelle feste di compleanno a causa dei regali troppo costosi vengono automaticamente esclusi gli stranieri. Il bombardamento salviniano ha fatto terra bruciata.

Chiara: Problema del linguaggio: ad es. l’‘Accoglienza’ è stata affidata all’istituzione e a specialisti, escludendo la comunità civile. La persona scompare nel limbo dei tre anni di attesa. L’amore del quale parla paolo in I Cor. non può essere tradotto in legge. Ricordo quello che negli anni 70 e 80 si faceva al Villaggio. Nell’incontro qui un mese fa, i giovani africani della diaspora hanno gestito loro l’incontro.

Luciano: Un sistema delegato a dei professionisti. L’Accoglienza ormai è quella regolata da salvini con standard ben regolamentati. Ricordo che nel 38 gli italiani davanti alle leggi razziali si accorsero solo allora di avere nello stesso banco dei “diversi” gli ebrei. E’necessario agire con mitezza ma duramente.

Mauro: Il pregiudizio è una grave malattia che dobbiamo governare nella scuola tra gli adulti e nel mondo del lavoro.

Paola: La paura dell’oggi e del domani la viviamo tutti. Non sappiamo trovare una risposta. Le diverse risorse e realtà devono mettersi in rete e lavorare insieme in Quartiere e in città dando un senso comune alle parole per trovare un linguaggio condiviso, partendo da bisogni comuni e perché le parole acquistino forza (‘non ne muoiono più in mare’!…ma in realtà ne muoiono di più in altre parti..”). Partire dal territorio per trovare credibilità nella politica.

Maria: Quando ero impegnata in quartiere con gli anziani si lavorava molto in squadra tra comune e parrocchia, e le cose funzionavano. Mi sembra che si parli poco in parrocchia e in quartiere dei profughi africani.

Bepi: Operare una purificazione dl linguaggio con mitezza e durezza. Parlare con tutti quelli che incontriamo, ascoltando le preoccupazioni reali della gente. Non sempre funziona l’effetto Malù.

Luigi: (Racconta esperienza del gruppo Diaspora africana’ e dell’esperienza positiva della Caritas dell’inserimento nel paese di Nonantola di una famiglia eritrea). Il problema principale dei ragazzi che vengono messi fuori dalle strutture è la casa. I ragazzi di Nonantola hanno fatto una cassa comune. In alcuni cercano un appartamento in affitto, lavorano e possono pagare ma nessuno affitta una casa. Noi possiamo garantire per loro ma non è sufficiente. La diocesi può dare un appartamento?

Vescovo: Con il sindaco la Caritas ecc abbiamo un buon rapporto istituzionale, anche se la visita insieme ai malati all’ospedale dell’altro giorno è stata criticata come mossa elettorale. Sono rimasto deluso dal PD che non ha portato avanti per mancanza d coraggio, il “Diritto di Cittadinanza”. Importanza dell’informazione per non soggiacere al letame sparso dai social: è un gigante Golia che non riusciamo ad abbattere. Diverse parrocchie hanno garantito o pagato l’affitto di appartamenti: ma a Modena ci sono, dice la Maletti, quasi 20.000 posti liberi ma non disponibili.

II INTERRUZIONE DI GRAVIDANZA

Desco: Abbiamo apprezzato lo sforzo di tradurre nell’oggi il nucleo profondo dell’annuncio cristiano del Natale. Tuttavia non possiamo nasconderti un certo imbarazzo, un dissenso che riteniamo doveroso esprimerti con franchezza, con spirito fraterno, per la stima reciproca che ci lega. A noi è sembrato quantomeno inopportuno (qualcuno ha detto sbagliato, altri inaccettabile) il tuo parallelismo tra la mancata accoglienza di una vita ancora non nata e quella dei disperati che ci chiedono aiuto: un progetto di vita con persone vive, con un volto e un nome. Pensiamo di intuire le ragioni anche di tipo politico e di equilibri interni alla Chiesa, e osserviamo pure che il messaggio si mantiene fondamentalmente su un livello etico, però manteniamo le nostre riserve. Ne abbiamo discusso tra noi, con accentuazioni e sensibilità diverse, durante la preghiera domenicale dedicata alla cosiddetta Sacra Famiglia. La culla e il barcone, per restare alla metafora, hanno ciascuno la propria specificità e vanno trattati con parole e pensieri e strumenti diversi. Non vorremmo proprio che si ritornasse alle aspre dispute e contrapposizioni di tanti anni fa, quando le parole di colpevolizzazione delle donne oscuravano le verità nascoste, i drammi di coscienza, le difficoltà di una scelta, quando le condanne avevano preso il sopravvento sulla misericordia. Alcune donne della comunità hanno scorto l’eco del clima di allora nelle tue parole: “Sono inaccettabili per la coscienza perfino le leggi e le norme dello Stato, quando permettono e programmano lo scarto della vita nel grembo…”. Evidentemente le ferite non sono ancora del tutto rimarginate e ci sono ancora nervi scoperti. Proprio per questo riteniamo importante riuscire a mettere a confronto le tue con le nostre opinioni sulle problematiche relative alla maternità e alla sua eventuale interruzione. In modo pacato, per continuare ad arricchire il nostro dialogo con un confronto vero. Nella nostra storia di comunità e di città abbiamo memoria delle lotte e dell’impegno specialmente riguardo referendum del divorzio e in parte su quello dell’aborto; la maggioranza anche delle donne cattoliche ‘silenziosamente’ hanno votato secondo coscienza non seguendo le pressanti direttive della gerarchia.

Gilli: Apprezzo il prezioso lavoro del Vescovo, ma ho letto con dispiacere alcune affermazione del vescvo: aumentando le paure delle donne si rischia di perdere tra di loro altro consenso. Nella gerarchia e nella società la componente maschile non si rende conto delle sofferenze delle donne di fronte a certe e scelte: minare leggi che depenalizzano queste scelte, esse sarebbero destinate alla  clandestinità senza nessuna garanzia. Sono due i piani quello morale personale e quello politico: le leggi non vanno tolte ma caso mai migliorate (informazione, assistenza, accoglienza). La chiesa ha troppa paura, non si può sostituire alle libere scelte delle donne. Deve inventare un nuovo linguaggio per la cura della persona che sostituisca quello vecchio. Si può chiamare persona la formazione delle prime cellule uguale al bambino nato? Trovare nuove vie di spiritualità.

Bianca: I medici  obiettori di coscienza tra sono troppi e sembra che lo facciano anche per ‘fare carriera’. Le leggi sono leggi. L’aborto è sulla pelle delle donne ma non si parla mai della responsabilità degli uomini.

Renata: Non ho condiviso le parole ‘scarto del grembo’. Io ho vissuto in una famiglia accogliente ma comprendo la drammaticità di altre situazioni. Mi è dispiaciuto che venga detto questo sulla sofferenza delle donne. La 194 va regolamentata. L’abiezione (Obiezione non proibizione), dei primi obiettori veniva pagata con la prigione, qui non è prevista. L’aborto non mi piace ma non si tratta di essere in favore o contro, è una scelta personale. Io ho accompagnato donne e ne conosco le difficoltà: nei colloqui preliminari alcune donne sono state convinte a continuare la gravidanza, altre no.

Giorgio: la 194 ha fatto diminuire gli aborti. La denatalità non dipende dagli aborti ma di una situazione sociale e culturale. Gli uomini vanno responsabilizzati.

Maria: Ricordo l’atteggiamento di Gesù con la Samaritana, la Maddalena, l’adultera e le parole, dopo il suo silenzio mentre scriveva per terra: “Chi è senza peccato scagli la prima pietra” rivolta agli uomini presenti.

Vescovo: Grazie del franco dissenso. Mi scuso se mai…Ho praticamente citato le parole del card Bassetto nel parallelo tra vita nel grembo e nel deserto. Nei social che non sono abituato a consultare ho ricevuto accuse di Nazista ecc. La vita nel grembo è una vita della quale bisogna tener conto, l’essere che sta per venire alla luce è una vita più debole, c’è una connessione tra prima e dopo. E’ vero ci vuole una maggiore presenza femminile (c’è una preponderanza maschile) nello scrivere i documenti. Per 18 anni ho partecipato al lavoro in un consultorio. Certe espressioni dure non mi appartengono. Non ho condiviso certi interventi e parole degli intervenuti l’altra sera alla famiglia di Nazaret nell’incontro interreligioso alla presenza di rabbino pope, pastore ecc. Non mi appartengono certi linguaggi. Riguardo alla legge 194 come vescovo la posso criticare come ho fatto del decreto sicurezza di Salvini, consapevole che regolamenta un fenomeno che già esisteva. Ma una legge può anche vietare come la proibizione sul fumo. Vi saluto, vi ringrazio e arrivederci alla prossima volta per continuare il confronto.

Gli interventi sono stati tutti appropriati e interessanti. Aggiungo tre interventi che non hanno avuto spazio nelle due ore dell’assemblea Come abbiamo osservato altre volte (cfr anche per la domenica mattina), non c’è mai silenzio nei nostri incontri, anzi. Si chiederebbe alle persone di organizzare il discorso e di rispettare una tabella di marcia per lasciare la parola anche ad altri.

Franco: Sul fronte dell’immigrazione ci sono risposte immediate per l’accoglienza e l’integrazione, ma bisogna ragionare tendendo presente i prossimi dieci anni. Oggi si assiste ad una forte e drammatica divisione nella società e nella chiesa. Vanno coinvolte tutte le forze politiche sociali e religiose per la costruzione di una nuova cultura, una visione del mondo più ampia e condivisa lavorando sulla formazione dei giovani e le nove generazioni. Anche nella chiesa bisogna incidere sulla formazione dei nuovi preti.

Beppe. Modena ha una tradizione di accoglienza e di integrazione antica: dopo la guerra diverse famiglie hanno accolto bambini napoletani senza famiglia, don Zeno a Nomadelfia ha creato famiglie per gli orfani, dopo l’alluvione del Polesine molte famiglie sono state accolte a Modena. 11.000 profughi dalmati-giuliani hanno trovato casa e lavoro nella nostra città. Poi con il boom economico i montanari del nostro Appennino, i meridionali. I profughi cileni dopo il colpo di stato di Pinochet del 1973. Le badanti dell’Est ecc.

Sandro Desco: Quale accoglienza? A furia di ripeterla ci sentiamo messi sotto accusa, come se ci venisse chiesto come dovere di farci carico degli stranieri che arrivano: con ansie e conseguente rigetto, favoriti anche dalla situazione politica impazzita. E’ doveroso attivarsi, e bene fanno papa e vescovi (non tutti però) e Avvenire e la Caritas ecc a tenere sempre viva la questione. Funziona meno il ricorso ai dati, ai numeri, alla realtà dei fatti perché viviamo in una fase della società in cui c’è sfiducia nelle competenze, nel rigore scientifico, nella forza della ragione. Perché cercare la verità delle cose è faticoso, perché c’è sempre qualcuno che ci indica una strada più comoda, più rassicurante e consolatoria. Ecco allora padre Pio, i veggenti di Medjugorje… O qualche nemico sul quale scaricare rabbie e frustrazioni. E il nemico più a portata di mano oggi è lo straniero, soprattutto se è nero. Sarebbe meglio invece sottolineare l’utilità che deriva da tanti giovani, che hanno voglia di emanciparsi e di essere inseriti a pieno titolo. E sulla necessità che abbiamo di rivitalizzare certi settori lavorativi, di riempire i vuoti che si creano già oggi e che nessuno dei nostri giovani vuole più avere a che fare. E’ anche una risposta alla denatalità. Incentivare e promuovere le nascite degli italiani è doveroso ma riguarda il futuro, non l’oggi. La questione va affrontata a livello politico e sociale, sviluppando proposte principalmente all’interno di una sinistra illuminata e intelligente, con una visione aperta al futuro e con una progettualità politica di lungo respiro, capace di tenere insieme le ragioni dell’accoglienza degli stranieri e la pace sociale di tutti e lo sviluppo del Paese.

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INCONTRO COMUNITA’ con DON ERIO
MARTEDI 13 giugno 2018
Ciao Beppe, ciao a tutti,
grazie per il verbale, precisissimo, e soprattutto per le occasioni di
incontro, dialogo e confronto.
Un caro saluto e un augurio a tutti di buona estate!
don Erio

Il 22/06/18, Beppe Manni <manni.beppe@gmail.com> ha scritto:
Cari amici e amiche vi mando alcuni appunti su due “avvenimenti”.

*I - Pranzo Teologico dal Vescovo*

Martedì 13 abbiamo incontrato il vescovo a pranzo per una merenda di
lavoro. Lo aveva chiesto don Erio per parlare con un gruppo ristretto e
allargato (oltre la comunità) di tematiche a lui care.

Erano presenti: Beppe Manni, Chiara Scorzoni, Corinto Corsi, Franco
Richeldi, Luciano Guerzoni, Paola Cigarini, don Paolo Boschini, Pier
Vincenzi, Sandro Desco, Sandro Vesce. Bepi Campana non era presente e aveva
mandato una sua riflessione che allego di nuovo.

Clima cordiale. Cerco di fare un rendiconto senz’altro parziale. Chiedo di
integrarlo con aggiunte e aggiustamenti. Specialmente aspetto un resoconto
più dettagliato dell’intervento di Paolo Boschini, che mi è sembrato
importante per la prospettiva che ha aperto e proposto per la Comuità del
Villaggio

*Sandro D* introduce e coordina. *Franco* chiede al vescovo che cosa è
emerso dalla tre giorni pastorale e in che modo la nostra comunità puo’
inserirsi in questo piano. *Vescovo*: Il progetto 2.0 per le parrocchie
continua il 1.0 del’anno scorso. Per il prossimo anno le proposte di
riflessione e pastorali saranno 4: Migrazioni; Sport e Oratorio;
Lavoro. *Sandro
D.:* Nelle nostre riflessioni è emersa l’importanza della preparazione che
devono avere i catechisti nelle parrocchie, per non fermarsi solo
all’aspetto “socializzante” dei ragazzi. *Beppe*: tre sono gli ambiti nei
quali noi possiamo dare qualche suggerimento: nella nostra Comunità
sperimentiamo una certa uguaglianza e  democrazia (uomo donna ecc) non
essendoci sacerdoti né la gestione diretta dei sacramenti; la Comunità ha
una lunga esperienza di letture bibliche condivise; abbiamo sperimentato
l’importanza della piccola comnità-gruppo che potrebbe aiutare la
parrocchia ad essere presente  nelle varie zone del territorio. *Corinto*:
I documenti del Vescovo dovrebbero rispondere alle domande della gente
specialmente chiedere a loro i racconti di esperienze. Oggi si parla di
tramonto di un regime di cristianità come dice Bepi nella sua riflessione,
io parlerei piuttosto d attraversamento della cristianità.* Chiara*: Da
alcuni anni partecipo alla Comunità del Villaggio; ho scoperto un modo
nuovo di leggere la Parola e la Bibbia e ho acquisito nuove motivazioni
profonde per il mio impegno sociale. Le donne sono capaci di costruire una
relazione tra azione e pensiero nel proprio ambiente di lavoro, cambiando i
ruoli di potere.  *Don paolo*: qual è la collocazione politica del
Villaggio? Lo chiedo perché oggi siamo di fronte a una nuova emergenza con
il ritorno di “Mussolini” e delle destre. Necessità di un nuovo impegno.
*Paola
insieme a Beppe* - sulla storia e l’evoluzione dell’impegno politico nella
Counità: la lettura della Bibbia ci ha portato a coniugare l’ascolto, la
preghiera e l’impegno in prima persona e come comunità nella sinistra
(molti di noi hanno accettato impegni diretti ad esempio in consigli di
quartiere, consigli comunali, sindacato, sindaco ecc), non come cristiani
ma in modo diretto anche se espressione della Comunità. Poi l’impegno è
stato più personale o di piccoli gruppi (Carcere, Comitati di Quartiere,
Pace, ecumenismo, Scuola di Quartere ecc.). Per essere dentro ai problemi e
vicino alla gente, con modalità sempre nuove. Le donne partono dal loro
vissuto per creare relazioni nuove (Paola). *Luciano*: Quello che avete
fatto sul territorio è un lavoro molto importante a livello politico.
Esprime posizioni legate al Vangelo. Oggi più che superamento della
cristianità dobbiamo parlare di cambiamento antropologico. Si deve tornare
all’annuncio del vangelo. La comunità può aiutare a comprendere questa
nuova situazione: i giovani ad esempio vivono in una nuova era scientifica
e tecnologica che non prevede l’intervento di Dio. E’ una nuova “cosmogonia”.
*Sandro* V.:Voglio ricordare un importante libro che purtroppo non si trova
più ”Il grande codice” di Frye sui nuovi linguaggi. *Sandro* D. Il Papa,
molti vescovi e giornali cattolici come Avvenire e Famiglia Cristiana si
sono espressi  per lo ius soli e poi per l’accoglienza dei profughi. A lato
pratico come hanno dimostrato i risultati delle elezioni molti cattolici
hanno espresso un altro modo di pensare, filoleghista.         *Pier:*
ritornando al ruolo delle donne nella chiesa, sembra che la donna nella
chiesa del primo secolo fosse importante quando la chiesa era ancora
“domestica” e la comunità si incontrava nelle case; poi con l’emergere del
clero e dei vescovi si è affermata una chiesa patriarcale e maschile che ha
tagliato fuori le donne. *Don Paolo*: Dobbiamo saper leggere i segni dei
tempi, ci sono segni nuovi. Anche la Comunità del Villaggio può rientrare a
pieno titolo nella chiesa diocesana; costruire insieme un luogo di
riflessione diocesano, in modo particolare su un nuovo impegno tra fede e
politica in un momento di insorgenza fascista. Mussolini è all’orizzonte,
necessita un risveglio dell’anima con nuove pratiche di confronto. Propongo
un gruppo di lavoro stabile… *Vescovo* – E’ importante e prezioso il ruolo
della comunità di base con l’apporto di punti di vista e modi diversi di
pensare. Chiedo suggerimenti per le prossime lettere pastorali e
specialmente per i programmi pastorali della diocesi.


*II - Domenica 17 giugno **alle ore 11  nel giardino di Sandro e Maurizia
abbiamo fatto la Festa della Comunità. *E’ ormai tradizione della Comunità
ricordare quando a metà giugno del 1976, siamo ufficialmente usciti dalla
struttura-parrocchiale del Villaggio Artigiano e abbiamo camminato in
quartiere tra la gente. Siamo usciti in 100: l’unica cosa che abbiamo preso
con noi oltre a cento amici è stato il nome  “Comunità Cristiana di base
del villaggio Artigiano”.

*Sandro* ha presieduto la liturgia, *don Erio*, vescovo, ha fatto l’omelia.
Le letture parlavano del Regno e delle sue parabole: il Regno di Dio è
simile al piccolo seme di senape... Gesù non parla di sé, di chiesa o di
sacramenti; il centro della sua predicazione è il Regno. La sua è la
predicazione di un profeta che si trova in mezzo tra potere politico e
religioso. Il profeta è il terzo incomodo che parla della logica di Dio. Il
Regno non è un esercito ma un piccolo seme nascosto nella terra, è un
ramoscello che nasce dal grande cedro (I lett), è una  radice sotterranea
che attende di nascere e diventare albero per portare molto frutto: è la
logica del Magnificat dove i piccoli e gli scartati saranno al primo posto.
Dobbiamo partire da sottoterra per andare in alto dove saremo giudicati
dalla carità.

*Erano presenti* anche la Lidia, la Tiziana e l’Elisa che si muovono con
difficoltà dalle loro case. Abbiamo ricordato nella preghiera gli assenti
per malattia, per vacanze o impegni diversi: Vittorino, Giorgio Domenicali,
Giorgio e e Rossella, Paola Gatti, Renata, Donata e Mauro, Chiara e Luigi,
Morena ed Elisa, Ursula ecc.

10°-13° settimana 2018

 CAMMINIAMO VERSO LA PASQUA

 

 PROPOSTE  E  APPUNTAMENTI  PER  LA COMUNITÀ  DEL  VILLAGGIO  E PER  GLI  AMICI

–      Domenica 11 Marzo alle ore 11, liturgia della IV domenica di Quaresima. Gianni Zagni commenterà le letture della domenica.

–      Lunedì 19 Marzo alle ore 20,30 don Giacomo Violi nel suo primo incontro, introduce la lettura al Vangelo di Marco, proposto dalla liturgia dell’anno B. Ci troviamo nella SALA di COMUNITA’ in piazza G. Rossa. Chi può si porti la Bibbia. Chi non lo ha ancora fatto è pregato di leggere o almeno “riguardare” il Vangelo di Marco.                                                         Avvisate gli amici interessati.

–      Domenica 25 Marzo alle ore 10 preghiera e riflessione sulla Pasqua.     Alle ore 11 LITURGIA DELLE PALME. Sono invitati anche i bambini della comunità.

–      Settimana Santa: Giovedì e Venerdì Santo preghiera liturgica alle ore 21

–      Sabato 31 Marzo alle ore 22 liturgia pasquale nella chiesa campestre di Pier ed Enrica.

–      Domenica 18 Marzo alle ore 18,30 nella sala della parrocchia di Baggiovara Incontro Gruppo lavoratori. Ore 18 Liturgia della cena del Signore. Poi scambio informazioni sul dopo Vezza.

 

Collegamento nazionale CdB di Roma 3-4 Febbraio 2018

per la visione del VERBALE clicca:

—> verbale_collegamentocdb_3-4febbraio

9° settimana 2018

  • – Martedì 27 Febbraio alle ore 20.30 si terrà, presso la Sala Truffaut in Via degli Adelardi 4, l’iniziativa “Dimmi chi sono”, un evento in cui gli alunni stranieri della scuola di italiano gestita dai volontari dell’Associazione “Insieme in quartiere per la città”, porteranno alla cittadinanza un assaggio del percorso laboratoriale realizzato con l’attore Fabio Ghidoni.
    Successivamente, alle ore 21.00, verrà proiettato il film di Jonas Carpignano “Mediterranea”, destinatario di numerosi riconoscimenti tra cui il Premio Lux alla Biennale di Venezia.
    A seguire, un dibattito sui temi proposti dal film che sarà occasione di dialogo
  • Mercoledì 28 febbraio I MERCOLEDI’ DEL VILLAGGIO dalle ore 18, in via M. Curie, parliamo di elezioni coordina Claudio Malagoli e Sandro Pompei. Scambio di idee.
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