don Guido Vigarani

DON GUIDO VIGARANI, ARCHIVISTA

Apprendo adesso, a funerale avvenuto, della morte di don Guido. Appena due domeniche fa ero andato alla sua messa in San Francesco e dopo gli avevo portato in sagrestia una cosa mia da leggere, come facevo ogni volta che ne avevo una. E lui ogni volta, a breve, mi mandava un biglietto di commento, non vi fu eccezione, lo stile è l’uomo, aveva imparato dai suoi libri. Era passato troppo, da allora, senza il suo riscontro affettuoso, avrei dovuto saperlo che, alla chetichella, era morto.

Pativa di freddo alle mani. Allora tempo fa avevo preso un termoforo, l’avevo fatto cucire a manicotto e se ne serviva mentre lavorava all’archivio, mi aveva molto ringraziato. Penso adesso al proverbio mani fredde, cuore caldo, per lui valeva esattamente, mai l’ho trovato non essere disponibile, mai l’ho sentito dire male di qualcuno.

E’ morto, gli ero molto legato e dovrei essere afflitto. Invece non è così, me ne sorprendo da solo. Provo calma, pace. E’ come se la sua fede fosse rimasta qui e la mia e la sua si facessero la compagnia divertita di sempre, “sei un birichino” mi disse l’altra domenica con la voce che quasi non aveva più, intatta la leggerezza. Don Guido adesso è in mani migliori delle sue, e del mio termoforo, mentre ci aspetta dalla parte destra del Cielo.

Sandro V. (2012)

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